Roma ‘scarica’ Trasparenza e Anticorruzione sui dirigenti, il Campidoglio cambia (per la quarta volta) le regole sulle Performance

Da sinistra, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, a destra la sede del Campidoglio di Roma

Roma cambia di nuovo le regole sulla “performance” interna e sposta il baricentro della responsabilità su Trasparenza e Anticorruzione sui dirigenti, anzichè sull’Amministrazione, legandola in modo rilevante alla valutazione (e ai premi) che vengono loro conferiti da Palazzo Senatorio.

Prima di tutto, la performance è il sistema con cui il Comune – ossia il Campidoglio – si dà una “pagella”. Serve a stabilire cosa devono fare uffici e dirigenti durante l’anno. E a misurare se lo hanno fatto bene. In pratica: è una griglia di obiettivi, indicatori e risultati. A fine ciclo si fa una verifica. Da quella verifica dipendono anche valutazioni e premi, soprattutto per i dirigenti. Per questo è un tema politico: riguarda la guida della macchina comunale e come si distribuiscono responsabilità e incentivi.

La modifica approvata nei giorni scorsi dalla Giunta Gualtieri (assente in aula il sindaco Gualtieri) costituisce l’ennesimo intervento in pochi anni. Nel testo si ricorda una disciplina base del 2022, poi modifiche nel 2023, nel 2024 e nel giugno 2025. Il 29 gennaio, arriva un nuovo regolamento che abroga quello approvato a giugno 2025. Politicamente è un dato che pesa: l’amministrazione Roberto Gualtieri continua a ritoccare la macchina che decide obiettivi e premi di dirigenti e uffici. Inseriamo il voto della Giunta alla fine di questo articolo, in formato scaricabile.

Cosa cambia davvero: più peso ai dirigenti, meno al “sistema” come categoria astratta

Qui va detto con precisione. Il Comune di Roma non eliminerebbe del tutto la responsabilità organizzativa dell’Ente. Però sembra intenzionato a spostare con forza l’attenzione, il baricentro e il peso della Trasaprenza e Anticorruzione di più su chi comanda gli uffici e meno sull’Amministrazione in carica e sulla Giunta.

Il testo afferma, del resto, che l’attuazione di misure e obiettivi su anticorruzione e trasparenza rientrano ora di più nella responsabilità dirigenziale. E che incide “in misura rilevante” – così riportano le carte – sulla performance e sulla valutazione individuale. In sostanza: se mancano risultati su trasparenza e anticorruzione, non è solo un problema “dell’ente”. Diventa più direttamente un problema del dirigente responsabile.

In soldoni, la delibera della Giunta Gualtieri rende trasparenza e anticorruzione più “dirigente-centrate”. Inseriamo il teso del voto in formato scaricabile alla fine di questo articolo.

Obiettivi della Performance: cosa viene misurato (senza tecnicismi)

Il regolamento, più in generale, indica i grandi blocchi che contano per valutare il Comune. Primo: il raggiungimento degli obiettivi strategici. Secondo: la “salute” economico-finanziaria. Terzo: qualità ed efficienza dei servizi e delle attività ordinarie. Quarto: obiettivi trasversali e miglioramenti specifici. È un impianto che punta a far pesare anche la dimensione dei conti. Non solo i progetti. E infatti i risultati devono restare coerenti con bilancio e vincoli pubblici.

Il punto politico aperto: integrazione utile o rischio di diluire l’anticorruzione e trasparenza?

Anche se la nuova disciplina delle Performance lega più direttamente trasparenza e prevenzione della corruzione alla responsabilità dirigenziale e alla valutazione dei manager, questi due macro-temi non possono essere trattati come un capitolo tecnico delegato ai soli uffici. T

rasparenza e integrità sono, prima di tutto, scelte di indirizzo: dipendono da priorità, risorse, qualità delle decisioni e dalla coerenza con cui la politica definisce obiettivi e controlla l’attuazione.

In altre parole, la “pagella” dei dirigenti può diventare più severa, ma senza una agenda chiara e continua anche da parte degli amministratori – sindaco, giunta, maggioranza e consiglio – il rischio è che restino adempimenti formali o, peggio, strumenti usati a intermittenza. Per funzionare davvero, devono restare un impegno quotidiano dell’intera filiera pubblica: chi decide, chi gestisce e chi controlla.