Roma, scavano un tunnel per fare il colpo milionario, ma la banca si è trasferita: la banda del buco…nell’acqua
Hanno scavato per ore sotto terra convinti di arrivare al caveau. Quando sono sbucati all’interno della banca, però, si sono trovati davanti locali deserti e nessun bottino da portare via. È finita con un clamoroso nulla di fatto la tentata incursione messa a segno in via Quirino Majorana, nel quartiere Portuense, dove la “banda del buco” ha realizzato un vero e proprio tunnel sotterraneo per introdursi in una filiale bancaria ormai dismessa. Un piano studiato nei dettagli. Peccato che mancasse l’informazione più importante: quella banca aveva già chiuso i battenti.
Il tunnel dal parcheggio sotterraneo fino alla banca… che non c’è più
L’allarme è scattato nella mattinata di ieri, venerdì 29 maggio, poco dopo le 9. Alcuni passanti hanno notato movimenti sospetti all’interno dell’ex filiale Credem di via Majorana e hanno contattato le forze dell’ordine. Sul posto sono arrivati i Carabinieri della Compagnia Trastevere, il Nucleo Radiomobile e successivamente anche i militari delle Aliquote di Primo Intervento. Durante il controllo i militari hanno scoperto che il malvivente aveva scavato un tunnel che collegava un parcheggio sotterraneo ai locali della banca. Per raggiungere l’interno dell’edificio aveva perfino predisposto una scala, utilizzata per superare il foro aperto nel pavimento della filiale.
Ma dopo ore trascorse a scavare e a raggiungere la banca, il ladro si è trovato davanti soltanto stanze vuote. Un colpo che, più che una furto, si è trasformato in un clamoroso buco nell’acqua. Il ladro infatti era convinto di trovarsi davanti una banca pienamente operativa. Una volta completato il tunnel e raggiunti gli uffici, però, ha scoperto che la filiale era stata chiusa da tempo e trasferita in un’altra sede. Nessun dipendente, nessuna attività e soprattutto nessun denaro da rubare.
L’intervento dei militari e la caccia al ladro sbadato
All’arrivo dei militari dell’Arma, dell’autore del tentativo di furto non c’era più traccia. L’ipotesi è che sia riuscito a fuggire utilizzando lo stesso percorso scavato per entrare nella banca, facendo perdere le proprie tracce prima dell’intervento delle pattuglie. I carabinieri hanno effettuato la bonifica dei locali e avviato tutti gli accertamenti tecnici per raccogliere elementi utili all’identificazione del responsabile.
Il precedente degli “uomini talpa” a Roma
L’episodio riporta alla mente le azioni dei cosiddetti “uomini talpa”, gruppi criminali specializzati nello scavare cunicoli per raggiungere banche, uffici postali e attività commerciali senza passare dagli ingressi principali. Negli ultimi anni Roma ha registrato diversi tentativi di furto realizzati con questa tecnica. Uno dei più recenti era stato sventato a Colli Aniene, dove la Squadra Mobile e gli agenti dell’Antirapina avevano bloccato una banda che stava preparando un colpo ai danni di un istituto di credito.
Questa volta, però, a fermare il ladro non sono stati gli allarmi o le pattuglie. A tradirlo è stata la realtà: la banca che aveva scelto come obiettivo non esisteva più.