Roma, scuole occupate e danni milionari: la Lega chiede l’intervento del Prefetto
Le occupazioni nelle scuole di Roma tornano al centro dello scontro politico, con la Lega che chiede un intervento urgente del Prefetto per garantire le lezioni e prevenire nuovi danneggiamenti. A sollevare il caso è Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Campidoglio, che denuncia ingressi bloccati, attività didattiche interrotte e costi sempre più pesanti per gli edifici scolastici. Una situazione che, secondo l’esponente leghista, rischia di penalizzare soprattutto gli studenti che vorrebbero continuare a frequentare regolarmente le lezioni.
Roma, la Lega chiede lo stop alle occupazioni scolastiche
La presa di posizione arriva oggi, 16 ottobre, mentre nella Capitale è ripartita la stagione delle mobilitazioni studentesche. Santori distingue il diritto a manifestare dalla possibilità di impedire l’accesso agli istituti. “Manifestare è un diritto, impedire agli altri di entrare a scuola non lo è”, afferma il consigliere capitolino. La richiesta politica è chiara: prevenire le occupazioni illegali, contrastare eventuali intimidazioni e impedire che le proteste sfocino in danneggiamenti.
Il conto dei danni: 2,5 milioni di euro in due anni
A preoccupare è anche il peso economico delle occupazioni. Santori richiama una stima attribuita all’Associazione nazionale presidi, secondo la quale i danni provocati negli istituti romani avrebbero superato 2,5 milioni di euro in due anni. Una cifra che il consigliere utilizza per denunciare le conseguenze sui bilanci pubblici. Ogni intervento necessario a riparare strutture e attrezzature danneggiate, infatti, comporta risorse che potrebbero essere destinate alla manutenzione e al miglioramento degli ambienti scolastici.
Il Prefetto chiamato in causa, responsabilità anche per i presidi
La Lega chiede quindi al Prefetto di Roma di intervenire con urgenza, nell’ambito delle proprie competenze, per prevenire nuovi episodi. Santori si rivolge anche ai dirigenti scolastici, invitandoli a tutelare il diritto allo studio e il patrimonio pubblico. Il messaggio è rivolto soprattutto alle situazioni in cui una protesta impedisce agli altri ragazzi di frequentare le lezioni. Per il consigliere, nessun gruppo di studenti dovrebbe poter decidere unilateralmente per l’intera comunità scolastica.
Chi paga i danni? La richiesta che apre un nuovo fronte
Ma la questione non si ferma alla prevenzione. Santori chiede di conoscere i costi delle ultime occupazioni e di accertare le responsabilità degli eventuali danneggiamenti. Un passaggio che potrebbe aprire un nuovo confronto tra istituzioni, scuole e rappresentanze studentesche. Resta infatti fondamentale distinguere le manifestazioni pacifiche dalle condotte che provocano danni materiali o impediscono le attività didattiche. La posizione della Lega è netta: “La scuola appartiene a tutti e non a chi urla più forte”. Il nodo, ora, è capire quali risposte arriveranno dalle autorità e come garantire insieme il diritto alla protesta e quello all’istruzione.