Roma, selvaggia aggressione al dirigente Mimit a Termini: altri due arresti, salgono a sei i fermati

polizia Termini

È arrivata un’altra svolta nell’inchiesta sull’aggressione al dirigente del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. A più di un mese dal pestaggio avvenuto la notte del 10 gennaio nei pressi della stazione Termini, la polizia ha eseguito altri due arresti. Con questi ultimi provvedimenti, sale a sei il numero dei fermati per uno degli episodi più violenti che hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza nell’area della stazione.

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I due arrestati sono cittadini tunisini di 19 anni. Per entrambi il giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere. Uno dei due si trovava già detenuto a Regina Coeli per altri reati. L’altro è stato invece rintracciato a Perugia, grazie alla collaborazione della Squadra Mobile locale. Dopo il fermo, anche per lui si sono aperte le porte del carcere romano. Le indagini sono state coordinate dalla Squadra Mobile di Roma e Perugia, con il supporto della Polfer e del Commissariato Viminale. Un lavoro incrociato che, passo dopo passo, ha permesso di chiudere il cerchio attorno al gruppo responsabile dell’aggressione.

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Il pestaggio del 10 gennaio vicino a Termini

L’episodio risale alla notte del 10 gennaio 2026, tra via Giolitti e via Manin, a pochi passi da Termini. La vittima è un funzionario 57enne del Mimit, parte dello staff del vicecapo di gabinetto. È stato circondato e colpito da più persone in pochi secondi, senza possibilità di difendersi. Gli investigatori parlano di un’aggressione che potrebbe avere i contorni di una spedizione punitiva, forse con un errore di persona, o di una rapina degenerata

Determinanti sono state le immagini dei sistemi di videosorveglianza, che hanno consentito di ricostruire la dinamica e di identificare uno dopo l’altro i presunti responsabili. I primi fermi avevano riguardato quattro giovani nordafricani, tra cui un 18enne egiziano e un 20enne tunisino, entrambi con precedenti, arrestati la notte stessa. Poi altri due tunisini, arrestati qualche giorno dopo, di 21 e 21 anni, mentre stavano commettendo un furto. Entrambi hanno precedenti per furto, rapina, lesioni personali, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Il 21enne è anche irregolare sul territorio italiano.