Roma senza vigili, l’opposizione: “Servono subito 500 assunzioni”. Intanto il Campidoglio ‘spedisce’ 50 agenti alle Olimpiadi
Roma senza vigili ha bisogno di un rafforzamento urgente della Polizia Locale, ma la Capitale – che secondo l’opposizione avrebbe bisogno subito di 500 assunzioni – nel frattempo “presta” 50 uomini e mezzi per le Olimpiadi di Milano-Cortina, come raccontato nei giorni scorsi dal nostro giornale, alimentando la sensazione — già diffusa — di una sicurezza che arretra proprio dove dovrebbe mostrarsi più visibile.
La richiesta: 500 assunzioni entro l’anno, subito scorrimento graduatoria
A sollevare il caso Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, mette il tema in cima alla lista delle emergenze: servono almeno 500 nuove assunzioni entro l’anno, con un percorso che porti all’esaurimento della graduatoria entro il 2027. Non è solo un appello politico: è una pressione diretta per far uscire dal “limbo” gli idonei dell’ultimo concorso e trasformare una potenzialità in pattuglie, presenza, controlli. A supporto, è stata lanciata anche una petizione online.
La città che si chiude: Termini, la sera, e la paura che diventa abitudine
Santori insiste su un dato che pesa più di qualunque slogan: la percezione di insicurezza sta diventando un fatto sociale, non una semplice sensazione. Quando una parte consistente di cittadini dichiara di evitare alcune aree — e Termini diventa il simbolo più citato, soprattutto nelle ore serali — la politica non può cavarsela con comunicati rassicuranti. La sicurezza urbana, qui, è anche economia del quotidiano: mobilità, turismo, decoro, vivibilità. Se la gente cambia abitudini, la città perde terreno.
Il Campidoglio nel mirino: “Basta tempi vaghi, servono numeri e date”
Nel mirino del leghista finisce la gestione del personale: l’accusa è che manchino tempi certi, numeri trasparenti e un impegno chiaro sulle assunzioni. Santori rivendica anche un segnale politico già dato dall’Assemblea Capitolina, in Campidoglio, che avrebbe approvato all’unanimità un indirizzo per rafforzare la sicurezza urbana e procedere con lo scorrimento. Ma tra un atto e la sua traduzione concreta c’è il punto: senza una scadenza e un cronoprogramma, l’emergenza resta lì, immobile, e si ingrossa.
Il caso Cortina: 50 vigili “in missione” per 71 giorni, con costi e mezzi al seguito
E poi arriva l’altra notizia, quella che rende l’intera discussione esplosiva: Roma invia 50 agenti della Polizia Locale per una missione legata alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, dal 20 gennaio al 31 marzo 2026. L’operazione viene raccontata come collaborazione istituzionale, ma l’effetto pratico è semplice: per oltre due mesi pattuglie e competenze si spostano altrove. E non si parla solo di persone: si ipotizza anche l’utilizzo di mezzi di servizio, cioè capacità operativa reale che si allontana dalla Capitale.
Solidarietà o autogol: chi copre Roma mentre Roma “aiuta” gli altri?
Qui nasce il nesso politico tra le due vicende: se davvero “mancano migliaia di agenti”, ogni unità sottratta pesa doppio, a volte triplo. E Roma non è una città in pausa: cantieri, traffico, flussi turistici, eventi, strappi di ordine urbano. Persino chi difende la missione olimpica dovrebbe spiegare, senza giri di parole, come verranno coperti i turni, quali presidi resteranno intatti, quali zone avranno priorità. Altrimenti l’operazione appare come una vetrina pagata dai romani in termini di presenza sul territorio.
La sintesi: senza organico ogni scelta diventa un boomerang
Ecco perché Santori trova terreno fertile: la sua richiesta di 500 assunzioni entro l’anno non è solo una bandiera di partito, ma la risposta “lineare” a una contraddizione che si vede a occhio nudo. Se Roma è sotto pressione, non può permettersi di giocare di prestigio con un corpo già tirato. La politica, qui, si misura su una domanda secca: la Capitale vuole tornare a presidiare le sue strade o preferisce inseguire l’immagine di efficienza altrove, lasciando a casa l’irritazione — e la paura — dei cittadini?