Roma, sequestrato ‘ tesoro’ da un milione di euro al narcotrafficante Leandro Bennato
I soldi a volte parlano. È seguendo questa traccia che i Carabinieri hanno ricostruito il patrimonio di Leandro Bennato, ritenuto ai vertici del narcotraffico romano, oggi detenuto al 41 bis. Il risultato è un colpo diretto: beni sequestrati per oltre un milione di euro.
Il provvedimento: il patrimonio sotto sequestro
Case, terreni, conti correnti. Un patrimonio ampio, distribuito e costruito, secondo l’accusa, con denaro di provenienza illecita. Il provvedimento, disposto dal Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, ha colpito cinque immobili tra Allerona e Vocabolo, oltre a diciannove terreni tra Allerona e Ficulle, per un totale di circa 40 ettari. Nel conto finale rientrano anche un orologio Rolex e diversi rapporti finanziari e bancari, riconducibili sia a Bennato sia al suo nucleo familiare per un valore complessivo di circa un milione di euro.
L’operazione è stata eseguita dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Roma, al termine di un lavoro lungo e mirato. Al centro gli accertamenti patrimoniali e l’analisi dei flussi finanziari. Ed è proprio lì che qualcosa non convinto i militari. I redditi dichiarati non erano compatibili con il livello di ricchezza accumulato. Una sproporzione evidente, che ha rafforzato la convinzione che quei beni sarebbero il risultato del reinvestimento di proventi illeciti legati al traffico di droga.
Il legame con il maxi blitz del 2025
L’operazione è l’ultimo capitolo di un’indagine più ampia che aveva già colpito duro il sistema. Il 18 marzo 2025 i Carabinieri di via In Selci avevano eseguito un’ordinanza nei confronti di 26 persone, smantellando un cartello della droga attivo nell’area metropolitana di Roma. Tra loro anche Bennato, ritenuto una figura ritenuta centrale, con un ruolo stabile nella gestione del traffico di stupefacenti. Il sequestro è stato disposto sulla base della normativa antimafia, che consente di intervenire direttamente sui patrimoni ritenuti frutto di attività criminali, anche in assenza di una condanna definitiva.
