Roma, sfrattata a 99 anni: alla Garbatella è rivolta per difendere nonna Pina
Novantanove anni. Una vita trascorsa nello stesso appartamento. Un bastone per camminare e una valigia che nessuno vorrebbe mai preparare a quell’età. Alla Garbatella, storico quartiere di Roma, il caso di nonna Pina, che rischia lo sfratto dall’abitazione di via Badoero, non è più soltanto la storia di una donna anziana. È diventato il simbolo di una città che fatica a trovare un equilibrio tra il diritto di proprietà, la rendita immobiliare e il diritto all’abitare.
Mentre il conto alla rovescia verso lo sfratto entra nelle ore decisive, il quartiere si mobilita. Residenti, comitati, associazioni e rappresentanti politici annunciano un presidio davanti al palazzo. Sul tavolo finiscono anche le responsabilità del Campidoglio e del sindaco Roberto Gualtieri, chiamato da più parti a intervenire.
Chi è nonna Pina e perché rischia lo sfratto
Da decenni Pina vive nell’appartamento di via Badoero. Cammina lentamente, appoggiandosi al bastone. A 99 anni la signora Pina continua a raggiungere il centro anziani della Garbatella, mentre attorno a lei cresce la preoccupazione per un futuro che, improvvisamente, rischia di non avere più un indirizzo. “Mio marito voleva comprare questa casa, ma non è mai stata messa in vendita. Dopo la sua morte sono rimasta qui”, ha raccontato. Lei ha continuato a vivere nell’abitazione che considera casa propria. Oggi, a quasi un secolo di vita, rischia invece di doverla lasciare.
Il suo appartamento fa parte degli immobili un tempo appartenuti alla Cassa Forense e oggi gestiti dal Fondo Cicerone, incaricato della valorizzazione del patrimonio immobiliare. È proprio la mancata proroga dei contratti di locazione ad aver aperto la strada agli sfratti che stanno interessando decine di famiglie.
Oltre 100 appartamenti vuoti
Il caso della signora Pina è il più emblematico, ma non è isolato. Negli stabili di via Badoero risultano 56 appartamenti ancora abitati, mentre oltre 100 alloggi sarebbero già vuoti, nonostante Roma viva una delle più gravi emergenze abitative degli ultimi anni. Una situazione denunciata da residenti, Municipio VIII e numerose forze politiche, che chiedono un confronto con la proprietà e con il Campidoglio.
Gli inquilini sottolineano di non essere morosi e di pagare regolarmente canoni compresi, in molti casi, tra 700 e 1.500 euro al mese. Molti appartamenti, inoltre, sono stati ristrutturati direttamente dagli stessi residenti nel corso degli anni. Tra chi rischia di lasciare la propria casa ci sono anziani ultraottantenni, persone con disabilità, famiglie con bambini piccoli e residenti che vivono nel quartiere dagli anni Sessanta.
Attorno alla vicenda si è creata una mobilitazione trasversale. Davanti all’abitazione della signora Pina sono attesi residenti, associazioni e rappresentanti istituzionali. Nei giorni scorsi il Municipio VIII ha approvato una mozione che chiede al Comune di Roma l’apertura di un tavolo interistituzionale per affrontare una situazione che riguarda centinaia di appartamenti e decine di nuclei familiari. Il presidente del Municipio VIII, Amedeo Ciaccheri, ha definito la vicenda una priorità sociale, sottolineando come lasciare decine di appartamenti vuoti nel pieno della crisi abitativa rappresenti una scelta dalle pesanti conseguenze per il territorio.
Le richieste al sindaco Gualtieri e la petizione
Sul caso è intervenuto anche Giovanni Barbera, segretario della federazione romana di Rifondazione Comunista, chiedendo al sindaco Roberto Gualtieri un intervento immediato. La proposta è quella di utilizzare i poteri straordinari attribuiti al primo cittadino per bloccare temporaneamente lo sfratto della novantanovenne, evitando quello che viene definito un atto “disumano”. Secondo Barbera, mentre una donna di quasi cento anni rischia di essere allontanata dalla propria abitazione, oltre cento appartamenti nello stesso complesso continuano a rimanere inutilizzati, alimentando quella che definisce una desertificazione sociale.
Sulla vicenda è intervenuta anche la capogruppo capitolina di Forza Italia, Rachele Mussolini, che ha definito inaccettabile l’ipotesi di sfrattare una persona quasi centenaria. Per la Mussolini non è in discussione soltanto la posizione della signora Pina, ma quella di numerosi nuclei familiari fragili che rischiano di perdere la propria abitazione in un contesto già segnato dalla crisi della casa.
E intanto i cittadini hanno lanciato una petizione su change.org, dove si stanno raccogliendo le firme per fermare lo sfratto di Pina e “difendere il diritto all’abitare”.
Una storia che commuove Roma
La vicenda di via Badoero è ormai diventata molto più di una controversia tra proprietà e inquilini. Da una parte c’è il diritto del proprietario di gestire il proprio patrimonio immobiliare; dall’altra ci sono persone che hanno trascorso una vita intera nello stesso quartiere e che oggi, a un’età in cui ricominciare è quasi impossibile, si trovano davanti all’incubo dello sfratto.
Il caso della signora Pina ha ormai assunto un valore simbolico e ha acceso i riflettori su una domanda destinata a restare aperta ben oltre questa mattina: in una città dove centinaia di appartamenti restano chiusi, è accettabile che una donna di 99 anni venga costretta a lasciare la propria casa?