Roma, “Smetti di buttare i rifiuti in strada”: 18enne accoltella il vicino e lo uccide

Ambulanza e polizia

Lo ha ucciso per colpa della spazzatura lasciata in strada. Accoltellato perché non aveva accettato l’ennesimo rimprovero dopo aver lasciato i sacchi dell’immondizia ancora una volta sul marciapiede, invece di rispettare le regole condominiali. Sembra essere questa la ricostruzione del motivo per cui il 18enne colombiano ha accoltellato, ieri sera intorno alle 21:30, Luca Di Vito, italiano di 54 anni, suo vicino di casa.

Omicidio a Roma: 18enne uccide il vicino di casa durante una lite

La lite scoppiata per i rifiuti

Secondo una prima ricostruzione, tutto è partito da una delle solite discussioni di condominio. Di Vito si sarebbe affacciato per rimproverare il giovane, sorpreso ancora una volta a lasciare l’immondizia in strada, davanti al palazzo di via Villastellone, tra Primavalle e Casalotti. Da lì la situazione è degenerata in pochi istanti. Il ragazzo avrebbe risposto sfidando il vicino: «Scendi se hai il coraggio». Di Vito è sceso in strada. Ma il 18enne è rientrato di corsa verso casa. Quando l’uomo lo ha raggiunto, il giovane avrebbe aperto la porta e lo avrebbe colpito al collo con un coltello.

Con la vittima c’era anche la compagna, che ha visto tutto. È stata lei, secondo quanto riferito dai testimoni, a gridare disperata dopo l’accoltellamento, mentre Di Vito crollava a terra. I soccorsi del 118 sono arrivati in fretta, ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare. È morto lì, in strada, in una pozza di sangue.

Il fermo del 18enne

Dopo l’aggressione, il 18enne avrebbe cercato di disfarsi del coltello. Poco dopo è stato fermato dalla Polizia di Stato e portato in commissariato. Sul posto sono arrivati diversi equipaggi delle volanti, gli agenti dei commissariati Primavalle e Ponte Milvio, oltre alla Squadra Mobile, che sta conducendo le indagini sull’omicidio. Presenti anche la scientifica e il pm di turno per i rilievi e gli accertamenti.

I vicini hanno raccontato agli agenti di continue liti e di un clima pesante nel condominio, su cui la polizia sta indagando. Le prime testimonianze parlano infatti di tensioni ripetute, discussioni frequenti e rapporti ormai compromessi da tempo. La posizione del 18enne resta al vaglio della magistratura. La Squadra Mobile continua a lavorare per ricostruire ogni passaggio di una tragedia nata, ancora una volta, da un conflitto di vicinato degenerato nel modo più grave possibile.