Roma sott’acqua, l’affondo di Schiuma (FdI): “Serve un Piano Pioggia come Milano, la Capitale è diventata una città-palude”

Polizia Locale in azione a Roma, in primo piano Schiuma

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Piove e Roma si inceppa. Nelle ultime ore la città è tornata a misurarsi con criticità tipiche delle ondate di maltempo: allagamenti nei punti più vulnerabili, traffico a singhiozzo, interventi continui sul territorio. È il genere di weekend in cui l’emergenza detta l’agenda e la politica tenta di riprendersi lo spazio, trasformando il bollettino dei disagi in una domanda pubblica di responsabilità e programmazione. È dentro questo scenario che arriva la presa di posizione di Fabio Sabbatani Schiuma, dirigente nazionale di Fratelli d’Italia ed ex vicepresidente dell’Assemblea capitolina, con un messaggio che punta dritto al Campidoglio.

La pressione su Gualtieri: “Prenda provvedimenti e adotti un vero piano piogge”

“Chiedo al sindaco Gualtieri di prendere i provvedimenti per dotarsi di un vero e proprio piano piogge, così come si è provveduto da anni a Milano, per contenere situazioni critiche dovute a piogge abbondanti che possono creare allagamenti e disagi: la pulizia delle caditoie e le potature degli alberi sono in tal senso fondamentali”.

Schiuma non la mette sul tecnicismo, ma su un principio politico: prevenire costa meno che rincorrere. E soprattutto, aggiunge, serve una regia unica che trasformi la pioggia intensa da evento “imprevisto” a fattore gestito con procedure e interventi programmati.

La mozione del 2006: “È approvata, va messa in atto”

Il punto, per Schiuma, è che Roma non partirebbe da zero. “Dal 13/12/2006 c’è una mia mozione approvata – continua Schiuma – che va messa in atto: va predisposto l’impiego di mezzi speciali e di squadre di operatori in relazione all’entità delle precipitazioni”. È una frase che pesa perché chiama in causa la continuità amministrativa: se l’indirizzo esiste da anni, perché la città torna a bloccarsi? Qui l’attacco diventa anche culturale: la Capitale, sostiene, continua ad affidarsi all’improvvisazione, mentre dovrebbe dotarsi di un dispositivo stabile, pronto a crescere di intensità quando le previsioni annunciano piogge abbondanti.

Cosa chiede, in concreto: spazzatrici, caditoie libere, idrovore e controllori

Schiuma entra nel dettaglio operativo: “Servono squadre con spazzatrici per la pulizia delle caditoie o bocche di lupo, dove l’acqua confluisce per raggiungere la fognatura, e delle idrovore montate su carrello e trasportabili per le zone dove storicamente si verificano gli allagamenti, segnalati tempestivamente da squadre di controllori”. Non è solo una lista di mezzi: è l’idea di una città che conosce i propri punti deboli e li presidia prima che esplodano. Un piano, insomma, che mette insieme manutenzione ordinaria e risposta rapida, con interventi calibrati “in relazione all’entità delle precipitazioni”.

L’affondo finale: “Roma città-palude, emergenza pianificata per tempo”

La chiusura della nota è un’accusa politica senza sconti: “Purtroppo – conclude Schiuma – lo stato del manto stradale della nostra città, la pessima manutenzione delle buche, la mancanza di potature degli alberi e la sporcizia che ostruisce le caditoie, hanno reso Roma una sorta di città-palude e con approssimarsi della stagione delle piogge gli interventi di emergenza devono essere pianificati per tempo”. È qui che la polemica supera il singolo temporale e diventa racconto di modello urbano: buche, alberi, sporcizia e caditoie non sono dettagli, ma moltiplicatori del rischio. E la politica, quando l’acqua sale, smette di essere astratta: diventa capacità di governare la manutenzione, e quindi la normalità.

Polizia Locale in azione a Roma
Polizia Locale in azione a Roma – www.7colli.it