Roma sotto l’acqua: in arrivo nuove perturbazioni. Domenica rischio piogge forti nel Lazio
Roma, una settimana di perturbazioni atlantiche, piogge a tratti intense (fino a 19 mm tra oggi e domani) e nuovi rovesci in agguato fino a domenica: Roma entra in un corridoio umido e instabile che mette alla prova, come sempre, non solo gli ombrelli ma anche la tenuta nervosa della Capitale.
Il cielo basso e Roma che corre
Mercoledì 4 febbraio si apre con cieli chiusi e piogge deboli ma continue: 19 millimetri attesi nelle prossime ore non sono un’apocalisse, e infatti non c’è allerta, ma bastano spesso a trasformare la normalità in “evento”. Massime attorno ai 14°C, minime sui 10°C, vento teso da Est-Nordest al mattino e poi più moderato da Sudest. È quel tipo di giornata in cui Roma sembra camminare con le spalle curve, come se il cielo le avesse chiesto il pedaggio.
La tregua che non convince
Giovedì 5 febbraio prova a mettere una virgola: poco nuvoloso per buona parte del giorno, poi nubi in aumento verso sera e piogge leggere (circa 3 mm). Temperature in lieve rialzo (massima 15°C, minima 9°C), venti occidentali deboli o moderati. La tregua c’è, ma ha il sapore di quelle promesse che si fanno sapendo già che verranno smentite: la città asciuga un attimo, giusto il tempo di illudersi, e intanto i tombini tornano a essere protagonisti silenziosi.
Venerdì, la sceneggiatura cambia tono
Venerdì 6 febbraio il copione si fa più nervoso: nubi e schiarite, rasserenamenti serali, poi precipitazioni nella notte e 14 mm previsti. Qui compare anche l’allerta pioggia, segnale che la faccenda non è più solo “fastidio” ma possibile complicazione. Massime fino a 16°C, minime intorno a 11°C, venti tesi tra Sud-Sudovest e Ovest. È il momento in cui l’acqua non si limita a cadere: pretende attenzione, logistica, manutenzione.
Sabato, l’usura della ripetizione
Sabato 7 febbraio torna il grigio pieno: molto nuvoloso o coperto, deboli piogge per l’intera giornata (8 mm). Temperature più basse (massima 13°C, minima 10°C), venti moderati tra Sud-Sudest e Ovest-Sudovest. Non è la “bomba” in sé: è l’usura della ripetizione, il logorìo delle piccole criticità che sommate diventano racconto cittadino. Roma non si spaventa per una pioggia: si irrita per la sensazione di doverla subire ogni volta come fosse la prima.
Domenica, il colpo di coda
Domenica 8 febbraio, nubi in progressivo aumento e piogge dal pomeriggio: qui i numeri salgono davvero, con 28 mm stimati e un’altra allerta pioggia. Massima 13°C, minima 8°C, venti moderati da Sudest al mattino e poi da Est. È la classica domenica che si porta dietro un sottotesto: se l’acqua insiste, non basta più commentarla; bisogna chiedersi quanto la città sia pronta a gestire la normalità quando la normalità si presenta in forma di temporale.
Metafora politica, senza bisogno di tuoni
E qui la meteorologia incontra la politica senza forzature: nelle nostre interviste di pochi giorni fa, in esclusiva, al candidato sindaco leghista Rinaldi e al coordinatore romano della Lega Valeriani, è emerso un punto che prescinde dagli slogan: governare Roma significa soprattutto amministrare l’ordinario prima che diventi emergenza.
La pioggia, in fondo, è l’opposizione più imparziale che ci sia: non guarda il colore delle giunte né la stagione elettorale. E forse è proprio questo il suo sarcasmo: ricordare alla Capitale che il vero “crescendò” non è nel cielo, ma nella capacità – o incapacità – di restare una città funzionante anche quando smette di fare bel tempo.