Roma, “Spogliati, che la lastra viene meglio”: radiologo filmava e palpeggiava le pazienti, chiesto il rinvio a giudizio
Le faceva spogliare per una radiografia o una risonanza magnetica. Poi tirava fuori il cellulare e iniziava a registrare. “Devo vedere bene, spogliati”. E le toccava, anche se non c’era nessun bisogno di farlo. Le faceva mettere in posizioni strane, per guardare meglio, ma quello che interessava a lui, non ciò che avrebbe dovuto refertare. Indossando il camice bianco, dare fiducia ai pazienti. Ma con quelle giovanissime e di sesso femminile il suo atteggiamento cambiava. E adesso, dopo la conclusione delle indagini e ben 57 video sequestrati, la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per un tecnico radiologo romano, accusato di violenza sessuale e interferenza illecita nella vita privata.
A far partire tutto è stata la denuncia della madre di una ragazza di 17 anni. La giovane, uscita da una visita in una struttura sanitaria della zona de La Storta, aveva raccontato di essersi sentita osservata e ripresa durante l’esame.
Le molestie durante le visite
Quando la madre ha chiesto spiegazioni al tecnico, lui si sarebbe rifiutato di mostrare il telefono. A quel punto è scattata la chiamata alla polizia e la denuncia. Gli investigatori hanno sequestrato lo smartphone dell’uomo e dentro hanno trovato decine di filmati registrati all’interno di diverse strutture sanitarie tra Ostia, Tiburtino, via Cassia, viale Somalia e Vigne Nuove. Video girati di nascosto, mentre le pazienti si cambiavano o si preparavano agli esami diagnostici. Donne inconsapevoli, tra cui alcune molto giovani, addirittura minorenni. Ora il pubblico ministero Vittoria Bonfanti ha chiesto il rinvio a giudizio del tecnico radiologo, difeso dall’avvocato Salvatore Galati.
Ma nell’inchiesta non ci sono solo i video. Due episodi contestati dalla Procura riguardano presunte molestie avvenute durante le visite. Nel primo caso, una ragazza si era presentata in una struttura di Ostia per una risonanza magnetica alla cervicale. Il tecnico le avrebbe fatto assumere una posizione tipo squat, sostenendo che servisse per capire meglio l’origine del dolore. Poi avrebbe iniziato a toccarle l’interno coscia, i fianchi e la parte bassa della schiena con il pretesto di “individuare i punti doloranti”.
Un’altra contestazione riguarda invece una 17enne visitata il 2 ottobre 2024 in una clinica della zona La Storta. Anche qui, secondo l’accusa, il tecnico avrebbe abusato del proprio ruolo professionale per palpeggiare la ragazza durante l’esame diagnostico. Negli atti della Procura si parla di “abuso di autorità derivante dalla qualità di sanitario” e di una posizione sfruttata per superare il confine tra visita medica e sfera personale.
57 video nel cellulare del radiologo
Il tecnico avrebbe posizionato il proprio cellulare in modo da riprendere le pazienti mentre si spogliavano prima degli esami, negli spogliatoi delle varie strutture dove lavorava il tecnico. Ad accorgersi di essere ripresa mentre si stava denudando una donna che poi sporto denuncia. 57 i video trovati nel suo smartphone, alcuni dei quali di ragazze minorenni. I filmati non sono stati diffusi online, ma questo non alleggerisce la posizione del radiologo. Per l’accusa, infatti, l’uomo ha sfruttato il proprio ruolo e la fiducia delle pazienti per violarne la privacy in un luogo che dovrebbe garantire sicurezza e tutela.
Nel frattempo il tecnico è stato sospeso dal servizio. Nelle prossime settimane verrà fissata l’udienza preliminare davanti al giudice, che dovrà decidere se mandarlo a processo.