Roma, sprint per l’ampliamento della ZONA 30 in altre 1000 strade, il Comune accelera senza tentennamenti: “Pronta entro febbraio”

Roma, sullo sfondo, l'area di piazza Alessandria, in pirmo piano il sindaco Gualtieri e un cartello Zona 30

Contenuti dell'articolo

Roma, mentre in Campidoglio si litiga, nei corridoi amministrativi si accelera: il Comune ha avviato una accelerazione ‘violenta’ all’iter che punta all’ampliamento della Zona 30 centro in altre 1000 strade, rispetto alla ‘sola’ ZTL centro. Il limite di velocità straordinario scatterà, a breve, nel “Quadrante di piazza Alessandria“, così si legge nelle carte capitoline pubblicate oggi, 28 gennaio, attorno al Mercato Nomentano, Municipio II, proprio al confine con il centro città. Parliamo dello slargo di piazza/via Alessandria dove convergono via Bergamo, via Mantova, via Ancona e via Messina: un pezzo di città denso, trafficato, “borghese”, ma con il nodo quotidiano di auto, carico-scarico e pedoni.

Cronometro alla mano: offerte entro il 16 febbraio, lavori già a fine mese?

La novità non è solo dove si andrà più piano, ma anche come: procedura negoziata, quindi senza bando per imprimere velocità all’iter e criterio del prezzo più basso. Traduzione politica: meno tempo, meno storytelling, più velocità (e probabilmente più polemiche politiche) per l’iter amministrativo.

La scadenza per le offerte è fissata ore alle 20 del 16 febbraio 2026. Se l’aggiudicazione corre, l’obiettivo realistico è vedere cantieri e segnaletica già da fine febbraio. Sui costi: negli atti compare un importo da circa 59.910 euro, per questo primo lotto. Ma la programmazione lavori del Comune di Roma indica, per lo stesso intervento, un costo totale stimato in circa 1,64 milioni (in lotti e fasi diverse) per tutte le 1000 strade.

Intanto il centro è già “a 30”: e in Aula Giulio Cesare si prepara lo scontro

Qui sta il punto: l’allargamento della Zona 30 non è più un’ipotesi. In ZTL Centro Storico il limite è già scattato dal 15 gennaio 2026 e la maggioranza la rivende come sicurezza e cambio di modello urbano. L’opposizione la dipinge come città sorvegliata e “multe travestite”. Ma il Comune, come accennato in precedenza, ha annunciato la volontà di estendere ancora in modo corposo i confini della Zona 30 centro. L’accelerazione violenta del Comune ha luogo, tra l’altro, mentre è atteso il voto sulla mozione urgente per fermare la Zona 30 da parte dell’Assemblea Capitolina, con voto atteso tra oggi e domani, 28 e 29 gennaio.

L’effetto Bologna: il Tar annulla la “Città 30” e a Roma fiutano sangue

Nel ring romano è entrato da giorni un detonatore perfetto: Bologna. Il Tar Emilia-Romagna ha annullato il provvedimento “Città 30” accogliendo il ricorso dei tassisti e cancellando piano e ordinanze che estendevano il limite. Non è l’ultima parola (si può andare avanti nei gradi di giudizio), ma politicamente è benzina: a Roma Lega e FdI sventolano il precedente e parlano apertamente di ricorso al Tar anche contro il modello capitolino. E mentre l’Aula si infiamma, Piazza Alessandria corre già su un binario parallelo.

Varchi, telecamere e 4 milioni: sicurezza o “cassa”? La domanda che spacca la città

A rendere la storia esplosiva è l’altra faccia della mobilità “disciplinata”: i varchi. La Giunta ha dato via libera a nuovi controlli in uscita dalla ZTL con un investimento da 4 milioni di euro, presentato come lotta ai furbetti e gestione dei flussi, letto dall’opposizione come una Roma che stringe, controlla, incassa. È qui che la Zona 30 smette di essere un numero sul tachimetro e diventa una linea politica: città per chi cammina o città a punti patente? La risposta, anche stavolta, passerà dal voto dell’Aula Giulio Cesare.

Roma, piazza Alessandria, foto Google Maps – www.7colli.it