Roma, stop alla svendita, l’ex Mercato dei Fiori rinascerà: ma con un concessionario privato e uno uso… ‘diverso’
Roma prova a voltare pagina su uno dei suoi “vuoti urbani” più simbolici: l’ex Mercato dei Fiori di via Trionfale 45, nel cuore del Municipio I. Dopo anni di abbandono e interrogativi sul destino dell’edificio, il Campidoglio sceglie una strada che sposta l’asse politico dall’idea di “fare cassa” (ratificate l’anno scorso) alla promessa di “restituire servizi”. La parola chiave è una e vale più di un comunicato: concessione, non vendita. Un cambio di impostazione che racconta come l’amministrazione voglia governare la trasformazione, senza perdere del tutto la regia sul futuro di un bene pubblico.
L’anno scorso l’ex Mercato dei Fiori di via Trionfale era stato inserito dal campidoglio nel Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni Immobiliari approvato con la Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 187 del 20 dicembre 2024. Un atto che apriva anche alla prospettiva di “dismissione” del patrimonio comunale. Oggi, però, la linea di Gualtieri e la sua Giunta è cambiata. Il nuovo aggiornamento del Piano è stato varato dall’Assemblea Capitolina il 9 dicembre 2025 con la Deliberazione n. 312 (su proposta della Giunta, avviata con Delibera G.C. n. 149 del 14 ottobre 2025) e punta esplicitamente sulla concessione come strumento di rilancio per l’ex Mercato. Con l’obiettivo di rimettere l’immobile in funzione attraverso servizi, attività culturali e sportive, stimando anche un ritorno economico per il Campidoglio di circa 100mila euro l’anno.
Un edificio sospeso diventato il simbolo dei luoghi lasciati indietro
L’ex Mercato dei Fiori non è solo un immobile: è un pezzo di memoria urbana. Un grande complesso nato in un’altra stagione della città, quando Roma cresceva per espansioni e funzioni specializzate. Oggi quell’idea è finita, e l’edificio è rimasto come un vuoto ingombrante: un corpo di cemento e storia che non serve più a ciò per cui era stato pensato. In un quadrante densissimo, dove lo spazio pubblico è merce rara, il destino del Mercato è diventato una cartina al tornasole. O Roma rigenera, o Roma si rassegna.
Concessione da 100mila euro l’anno: la scelta “politica” contro la svendita
Il punto più interessante è proprio il segnale economico. Il Campidoglio non esclude in assoluto l’alienazione per altri immobili. Ma per via Trionfale considera l’ex Mercato dei Fiori un caso a parte: si punta sulla concessione di medio-lungo periodo, con durata legata all’equilibrio economico-finanziario del concessionario. Le stime parlano di 100mila euro l’anno di entrate. Non è solo una cifra: è un modo di dire che la città può ottenere risorse continuative senza rinunciare completamente al controllo pubblico. Una scelta che prova a tenere insieme bilancio e visione, evitando l’effetto “svuota e vendi” tipico delle stagioni di emergenza.
Sport, cultura e socialità: la linea del Comune per il Trionfale
Nella nuova traiettoria delineata, il Mercato dovrebbe trasformarsi in uno spazio a vocazione pubblica diffusa: servizi alle persone, attività culturali, attrezzature collettive e sportive. Il commercio non viene cancellato, ma resta limitato e incanalato: niente grandi strutture di vendita e nessuna deriva da locale notturno o “movida” che rischi di alterare l’equilibrio già delicato dell’area.
È un approccio che cerca consenso: promette un luogo vissuto, non un centro commerciale mascherato. E lancia un messaggio politico chiaro: la rigenerazione non deve creare nuovi problemi di traffico, rumore e consumo indiscriminato, ma ricucire spazi urbani con funzioni credibili.
La partita vera arriva adesso: bandi, regole e inevitabili polemiche
Naturalmente una delibera non riapre un edificio. Il rilancio passa da bandi, condizioni, controlli e – soprattutto – dalla capacità di evitare due rischi opposti: rendere l’operazione troppo appetibile solo per chi cerca margini e rendita, oppure troppo vincolata per interessare davvero il mercato e restare bloccata per altri dieci anni. In mezzo ci sarà la politica, con il suo copione inevitabile: chi griderà alla privatizzazione mascherata e chi, invece, chiederà semplicemente risultati. Il Mercato dei Fiori torna nel dibattito non come nostalgia, ma come test: Roma saprà trasformare un vuoto urbano in una risorsa reale, senza perdere la propria funzione pubblica?