Roma, storici pini dei Fori Imperiali: “Li salviamo”, “Li tagliamo”… ma dov’è la trasparenza promessa dal Campidoglio?

Roma, via dei Fori Imperiali

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Roma, a via dei Fori Imperiali si decide chi vive e chi cade, tra i pini storici: tra riunioni in Campidoglio, prove di trazione, abbattimenti selettivi e ipotesi di salvataggio, la notizia più politica è che la Trasparenza promessa dall’Amministrazione Gualtieri sulla gestione degli alberi non si vede. Il Campidoglio continua a decidere nei palazzi del potere, ma i cittadini lo vengono a sapere solo tramite le agenzie di stampa, con la relativa pagina Trasparenza che, al momento, non risulta aggiornata, nonostante gli innumerevoli tagli eseguiti in centro e periferia dal campidoglio nelle ultime settimane.

Molti cittadini, politici ma anche esperti pensano che la cattiva manutenzione, con tagli ‘eccessivi’ o vere e proprie capitozzature, con gli alberi che poi cadono dopo mesi o anni, certo non solo a Roma, ma proprio in linea generale – rappresenti un preludio non proprio positivo nella gestione di un albero, a cui troppo spesso segue un abbattimento ‘feroce’ giustificato come ‘inevitabile’. La pianta, se curata male, rischia di risentirne, non è un mistero. E, certo, la manutenzione va fatta bene e rispettando il regolamento del verde capitolino.

Cosa dicono gli aggiornamenti: 50 prove e primi tagli

Sul ‘caso Fori’, oggi (6 febbraio 2026) l’aggiornamento più concreto – via agenzia di stampa – parla di numeri e scadenze: secondo il Campidoglio “Oltre cinquanta prove di trazione statiche” sarebbero già state effettuate e i risultati definitivi sono attesi a breve. Sempre secondo ricostruzioni stampa, i risultati completi delle 50 prove saranno disponibili lunedì e subito dopo scatteranno gli interventi più urgenti. Così preannuncia ancora il Campidoglio.

Georadar, air spade e ancoraggi: la tecnica c’è, la pubblicità degli atti no

Il tavolo tecnico in Campidoglio guidato dall’assessore Sabrina Alfonsi parla di verifiche strumentali in corso: verifiche del sottosuolo, controlli sulle radici, fino a tecniche come georadar e air spade per intercettare cavità, danni e stratificazioni di lavori nel tempo. E per gli alberi “recuperabili” la Alfonsi ipotizza interventi di ancoraggio e consolidamento della zolla. È un approccio che, sulla carta, prova a tenere insieme sicurezza e conservazione. Ma proprio perché la decisione è altamente tecnica, l’assenza di documenti pubblici rende impossibile valutare criteri, soglie e comparazione delle opzioni.

La comunicazione politica: troppe note, poche spiegazioni

Sul piano pubblico, la vicenda è passata soprattutto attraverso comunicati e rilanci stampa, più che tramite una narrazione istituzionale “educativa” (dati, mappe, perizie, alternative, timeline, come chiesto da mesi dai cittadini, associazioni e comitati). Risultato: l’opinione pubblica vede cantieri fermi, strada chiusa, paura per la sicurezza e—sullo sfondo—l’ennesimo scontro romano tra tutela del paesaggio e gestione dell’emergenza. Anche perché i precedenti (crolli e controlli ripetuti su una “cinquantina” di esemplari) raccontano che il problema non nasce oggi.

La “sezione abbattimenti” e il vuoto dei documenti

Sul sito di Roma Capitale, nella filiera informativa sugli abbattimenti, il cittadino trova avvisi sintetici ma non le carte che contano davvero: relazioni agronomiche, determinazioni, alternative valutate.

Roma, la sezione Trasparenza del sito internet del comune di Roma
Roma, la sezione Trasparenza del sito internet del comune di Roma – www.7colli.it

Il Regolamento del Verde: la trasparenza non è un favore

Il punto non è “pretendere troppo”: è un obbligo già scritto. Il Regolamento del Verde prevede che, quando si programma l’abbattimento, si debba garantire conoscibilità preventiva e motivata: “pubblicazione dell’avviso e dei motivi dell’intervento in una apposita sezione del sito web” del Dipartimento e del Municipio. È la grammatica minima della fiducia pubblica: sapere prima, capire perché, verificare se davvero “non c’è alternativa”.

Le promesse di Roberto Gualtieri: “nessun albero sano” e il “gemello digitale”

Qui si apre la contraddizione più politica. Da un lato, il sindaco rivendica una linea netta: “nessun albero sano o curabile viene tagliato”. Dall’altro, promette modernizzazione e controllo: “Con la piattaforma Green Spaces avremo un gemello digitale per ogni albero: ne abbiamo già inseriti 200mila.” Sono dichiarazioni che alzano l’asticella della rendicontazione: se esiste un “gemello digitale”, dov’è—almeno per i casi più sensibili—la documentazione consultabile che spiega perché si abbatte e perché non si può fare altro?

Il punto finale: la trasparenza si misura in PDF, non in slogan

Il “caso pini” non è solo una disputa arboricola: è un test di affidabilità amministrativa. Se davvero si decide “su dati incrociati” e “in modo condiviso”, allora la forma più semplice di rispetto verso i cittadini è pubblicare (tempestivamente) perizie, esiti delle prove, criteri di stabilità, alternative scartate e motivazioni degli abbattimenti. Finché resta tutto “agli atti”, ma non pubblico, Roma non perde solo un ennesimo filare di pini: ma perde credibilità la parola Trasparenza.