Roma, strade groviera post maltempo, manutenzione in ritardo, Santori (Lega): “Gualtieri riferisca in aula”


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Le piogge delle ultime ore hanno riacceso un nervo scoperto della Capitale: la tenuta delle strade e la capacità del Comune di prevenire disagi e rischi per cittadini e automobilisti. Tra allagamenti improvvisi, tombini ostruiti, avvallamenti e asfalto che cede, Roma torna a fare i conti con una fragilità strutturale che, puntualmente, esplode quando il meteo peggiora.

È in questo contesto che la polemica politica si infiamma: l’opposizione sostiene che non si tratti soltanto di “maltempo”, ma del risultato di controlli insufficienti e di manutenzioni non verificate in modo efficace.

La Commissione voluta dal Campidoglio e l’accusa più pesante: “non ha potuto lavorare”

Dopo lo scandalo legato ai lavori sull’asfalto e alle contestazioni sulla qualità degli interventi, in Campidoglio era stata annunciata una Commissione con il compito di fare luce sui meccanismi di controllo: documentazione dei cantieri, spessori, materiali, collaudi, regolarità delle procedure. Ma nelle ultime ore il tema è tornato centrale per un’accusa destinata a pesare: secondo la Lega, quella Commissione sarebbe rimasta nei fatti “paralizzata”. Il capogruppo leghista in Assemblea Capitolina, Fabrizio Santori, ha annunciato di aver depositato un’interrogazione orale per chiedere che il sindaco Roberto Gualtieri riferisca in Aula.

Santori dà spazio alla denuncia: il testo integrale

«Le piogge di queste ore hanno mostrato ciò che denunciamo da mesi: a Roma il sistema dei controlli sulla manutenzione stradale non solo non ha funzionato. Ma è rimasto immutato nonostante una Commissione voluta dal sindaco Gualtieri dopo lo scandalo asfalti. Una Commissione che, come emerge dalla relazione finale in nostro possesso, non ha potuto lavorare per mancanza di documentazione fornita dal Comune, nonostante reiterate richieste e ben 15 riunioni. Una farsa istituzionale».

«Gli atti sono incompleti, gli spessori impossibili da verificare, così come materiali, collaudi e regolarità dei cantieri. Il quadro diventa più inquietante se si incrocia con quanto emerso dalle inchieste giudiziarie: anche qui risultano controlli omessi, collaudi pilotati e rapporti opachi tra imprese, tecnici e politica, con il Pd più volte citato nelle ricostruzioni investigative».

«Basta commissioni annunciate e mai rese operative, basta scaricabarile: Roma è devastata, l’erario è esposto a nuovi danni milionari e la responsabilità politica è tutta di chi governa la città».

Inchieste e appalti: quando la politica incrocia la giustizia

Il punto più delicato, nella ricostruzione dell’esponente leghista, è l’intreccio tra gestione amministrativa e profili investigativi. Santori richiama un quadro più ampio: cantieri e controlli non sarebbero soltanto un problema tecnico, ma un tema di trasparenza e affidabilità dell’intero sistema. Nel mirino finiscono verifiche considerate “omesse”, collaudi messi in discussione e rapporti ritenuti opachi tra imprese, apparati tecnici e politica. Accuse che, sul piano pubblico, alimentano un’esigenza: chiarire cosa sia stato effettivamente controllato, come e da chi, e soprattutto con quali esiti.

Cittadini tra buche e costi: il nodo dell’erario e la richiesta di chiarezza

Oltre alla contesa politica, resta l’effetto concreto sulla città. Strade più pericolose, danni ai veicoli, tempi di percorrenza che aumentano, sicurezza compromessa per pedoni e motociclisti. E poi c’è il tema economico: se gli interventi vengono rifatti o contestati, il rischio è quello di nuovi costi pubblici e contenziosi. Da qui la pressione per una risposta istituzionale in Aula: non solo per “scaricare” responsabilità. Ma per ricostruire una linea chiara su controlli, documenti, collaudi e qualità dei lavori. Adesso il punto politico è uno. Gualtieri sarà chiamato a spiegare, in modo pubblico, se la Commissione abbia funzionato davvero o se, come sostiene Santori, sia rimasta una promessa sulla carta.