Roma, strage di via Collatina, chi erano Giovanni, Patrizia e Alessio Ardovini: famiglia uccisa da un’auto in fuga

vittime incidente

Non stavano tornando da una festa. Non era una notte speciale. Era una sera qualunque, di quelle che non finiscono sui giornali. Poi, in pochi secondi, la loro vita è stata travolta. In via Collatina, a Roma, una Toyota Yaris in fuga dalla polizia ha invaso la corsia opposta e ha centrato in pieno la Fiat Punto su cui viaggiavano Giovanni Battista Ardovini, la moglie Patrizia Capraro e il figlio Alessio. Padre, madre e figlio. Morti tutti e tre.

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Giovanni e Patrizia: una vita in corsia e le mascherine cucite “con il cuore”

Giovanni Battista aveva 70 anni. Da poco era andato in pensione dopo una carriera da infermiere trascorsa in ospedale. Turni, notti, emergenze. Una vita passata a prendersi cura degli altri. Chi lo conosce lo descrive come un uomo riservato, concreto, abituato a fare più che a dire. Era uscito insieme alla moglie per andare a prendere il figlio al Centro commerciale Roma Est, a Ponte di Nona. Un tragitto breve. Pochi chilometri. Una routine quotidiana.

Patrizia, moglie di Giovanni, 64 anni, durante il Covid si era rimboccata le maniche quando le mascherine non si trovavano. Le cuciva in casa insieme a una vicina e le lasciava a disposizione del quartiere. Sul cancello aveva appeso un cartello semplice: “Le abbiamo fatte per voi. Usatele bene. Noi le abbiamo cucite con il cuore”. Un gesto piccolo, ma in quei giorni faceva la differenza. Era il suo modo di esserci. La casa di famiglia, costruita dal padre negli anni Settanta, è a Casetta Mistica, al confine con Torre Angela. Un quartiere dove si conoscono tutti. Dove oggi c’è solo silenzio.

Alessio, classe 1984, figlio della coppia, lavorava al McDonald’s dentro al Centro commerciale Roma Est, a Ponte di Nona. Aveva affrontato problemi di salute e si era rimesso in piedi da poco. Per questo i genitori lo accompagnavano e andavano a riprenderlo ogni giorno. Una presenza costante, discreta. Non tornavano da una festa. Tornavano dal lavoro. E sono morti senza un motivo.

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La fuga dal Quarticciolo e l’impatto

L’inseguimento era iniziato poco prima nel Quarticciolo, dopo che la Yaris non si era fermata all’alt della polizia. Gli agenti sono rimasti a distanza per evitare rischi maggiori. Ma la corsa si è conclusa nel modo peggiore: l’auto in fuga ha invaso la carreggiata opposta all’altezza del civico 661 di via Collatina, centrando la Punto. Giovanni e Patrizia sono morti sul colpo. Alessio è stato trasportato al Policlinico Umberto I, dove è deceduto poco dopo.

I tre occupanti della Yaris, tutti sudamericani, sono stati arrestati per omicidio stradale. Devono rispondere anche della violazione dell’articolo 192 comma 7 bis del Codice della strada, per non essersi fermati all’alt, oltre a resistenza a pubblico ufficiale e porto di oggetti atti allo scasso. Nell’auto sono stati trovati un jammer, un disturbatore di frequenze, e alcuni cacciaviti. Due dei fermati sono stati ricoverati tra il Policlinico di Tor Vergata e l’ospedale Sandro Pertini. Le indagini sono affidate al VI Gruppo Torri della Polizia Locale, che sta ricostruendo ogni dettaglio della dinamica.

Una ferita che resta

Resta una casa vuota. E resta un quartiere che si interroga. Resta una famiglia cancellata mentre faceva ciò che aveva sempre fatto: stare insieme. In via Collatina l’asfalto è stato ripulito. Ma la storia di Giovanni, Patrizia e Alessio non è solo una pagina di cronaca nera. È il ritratto di tre persone comuni, travolte da una fuga che non avrebbe dovuto esistere.