Roma, subito 258 posti-auto in più per il parcheggio dell’Anagnina, cambia la viabilità (e non sarà indolore): tutte le informazioni
Roma, il semaforo verde è arrivato il 23 gennaio 2026: con un atto firmato dal direttore Angelo Giuliani, il Comune ha autorizzato la modifica temporanea della viabilità necessaria ad avviare (e soprattutto proteggere) i lavori di potenziamento del parcheggio di scambio “Anagnina”, cuore della Linea della Metro A. Il cambio di passo si vede subito sul calendario: le prime misure scattano dal 26 gennaio 2026, segnale che il cantiere entra nella fase operativa, il cantiere durerà sei mesi, salvo slittamenti.
Cosa significa “ampliamento”: più posti auto e una nuova struttura modulare
Il punto non è un semplice ritocco: l’intervento prevede l’installazione di una struttura modulare che aggiungerà 258 posti auto a un’area di sosta che oggi, nella sua configurazione “a raso”, conta 514 stalli. Tradotto: si arriva a 772 posti solo su quel segmento del nodo.
Ma l’ambizione è più larga: nel quadro complessivo dell’area Anagnina, l’ampliamento concorre a spingere il totale del polo verso quota 2.171 stalli, cioè un vero “polmone” per intercettare traffico in entrata.
Viabilità, il nodo vero: stop alla sosta davanti all’accesso su via Vincenzo Giudice
La misura più visibile (e più irritante per molti automobilisti) è chiara: divieto di fermata in corrispondenza del varco d’accesso al parcheggio ATAC su via Vincenzo Giudice. L’obiettivo politico, prima ancora che tecnico, è uno: evitare che la solita sosta “di comodo” diventi un tappo permanente proprio mentre entrano mezzi, operai e materiali. Nel testo si insiste anche sulla necessità di mantenere passaggi sicuri per pedoni e persone con disabilità: è la prova che l’Anagnina non è solo un parcheggio, ma una piccola “città di scambio”.
Perché il Campidoglio punta su Anagnina: la sfida è fuori dal GRA
Dietro il cantiere c’è una scelta di campo: spostare il baricentro della mobilità verso i nodi di cintura, dove la città reale si muove ogni giorno. Non a caso una parte consistente dei residenti vive oltre il Grande Raccordo, cioè dove il trasporto pubblico è più debole e l’auto diventa quasi obbligatoria.
L’Anagnina, porta naturale per pendolari e studenti dall’asse Tuscolano e dai Castelli, diventa quindi una “diga” contro l’assalto quotidiano al centro.
Tempi e costi: obiettivo 2026 (ma la città si tutela fino a fine anno)
Il progetto viaggia su un finanziamento europeo e vale 7.453.704,50 euro: cifra che racconta un investimento strutturale, non un maquillage.
La conclusione dei lavori è stimata nel secondo trimestre 2026, ma la disciplina di traffico approvata copre un orizzonte molto più lungo, fino al 31 dicembre 2026: un paracadute amministrativo tipico delle opere romane, dove ritardi e slittamenti non sono mai un’ipotesi astratta. Nel frattempo, il parcheggio “Anagnina A” risulta già chiuso dall’estate 2025 proprio per lavori di ampliamento: ora la partita entra nel vivo.