Roma sud, maxi concessione di 40 anni: il privato gestirà parco, sport e ristorazione a soli 1000 euro al mese
Roma, il Parco Fonte Laurentina di via Bruno Pontecorvo, insieme agli impianti sportivi che lo circondano, potrà essere gestito da un privato per 40 anni, con un canone-base di appena 12mila euro l’anno, pari a mille euro al mese.
È quanto prevede la gara di Roma per la riqualificazione e gestione dei SIS 9-20 e 9-21. Il canone effettivo sarà probabilmente appena superiore ai 12 mila €: i concorrenti dovranno infatti rilanciare sulla base d’asta e dal secondo anno scatterà anche la rivalutazione ISTAT.
Un maxi complesso da circa 110mila metri quadrati
Le dimensioni rendono la scelta tutt’altro che marginale. Il sistema interessato occupa complessivamente circa 110mila metri quadrati, dei quali circa 70mila destinati al parco pubblico, oltre a due impianti sportivi, all’ex centro di tiro con l’arco e al casale. Si tratta dunque di un’importante fetta di patrimonio pubblico di Roma sud che verrà affidata a una gestione unitaria privata per quattro decenni.

Padel, calcio, ristorante e spettacoli
Il futuro concessionario non si limiterà a tagliare l’erba o riaprire qualche campo. Il progetto prevede otto campi da padel coperti, tennis, calcio a 5 e a 8, nuovi spogliatoi, recupero della tensostruttura e servizi per gli sportivi. Il casale sarà recuperato anche per attività di ristorazione e somministrazione. Sono previsti inoltre spazi culturali, formazione, una foresteria e una cavea da circa 600-700 posti utilizzabile per cinema, teatro, concerti ed eventi.
Una scelta destinata a durare 40 anni
La durata fissata dagli atti è 40 anni dalla consegna del complesso, senza rinnovo automatico. Fino a cinque anni potranno essere impiegati per completare tutte le opere previste. Una decisione dell’amministrazione Gualtieri vincolerà quindi la gestione di questo patrimonio ben oltre l’attuale consiliatura e quelle immediatamente successive. La gara è ancora aperta: le offerte scadono il 21 settembre 2026 e l’apertura è programmata per il giorno seguente.
I 60,8 milioni non sono soldi pubblici
Un dato va chiarito. I 60.776.950 euro indicati nella procedura non sono milioni versati dal Campidoglio al concessionario. Rappresentano il valore stimato della concessione, calcolato sui ricavi che potranno essere generati nell’intero arco dei quarant’anni. Investimenti, lavori e rischio imprenditoriale rimarranno invece a carico del privato. Parlare di “regalo da 60 milioni” sarebbe quindi scorretto.
Il verde resta pubblico e gratuito
Anche il Parco Fonte Laurentina non viene privatizzato nel senso proprietario del termine. I circa 70mila metri quadrati di verde dovranno restare pubblicamente e gratuitamente accessibili. Non potranno essere imposti ticket per entrare nel parco o utilizzare le attrezzature destinate alla libera fruizione. Il concessionario avrà però in mano per decenni manutenzione, vigilanza, pulizia e gestione complessiva del sistema, insieme alle attività economiche previste negli impianti.
Il progetto è partito da un privato
L’operazione nasce inoltre da una proposta di project financing presentata nel 2023 dalla società EMCO Srl, successivamente modificata e integrata. Roma Capitale ha valutato positivamente il progetto e lo ha utilizzato come base della gara oggi aperta. EMCO, però, non ha già ottenuto la gestione: il vincitore dovrà emergere dalla procedura competitiva. La gara riguarda formalmente gli impianti comunali SIS 9-20 e SIS 9-21 di via Bruno Pontecorvo.
Il conto politico resta aperto
Il Campidoglio può rivendicare un vantaggio evidente: recuperare strutture rimaste inutilizzate facendo pagare al concessionario investimenti, manutenzione e rischio d’impresa. Ma dall’altra parte c’è una scelta altrettanto evidente: circa 110mila metri quadrati di patrimonio pubblico saranno gestiti per 40 anni da un privato, che potrà sviluppare sport, padel, ristorazione, servizi ed eventi.
E tutto parte da un canone minimo di 12mila euro l’anno.
Il valore definitivo lo stabilirà la gara. Ma la domanda politica resta sul tavolo: per il Parco Fonte Laurentina e un complesso pubblico di queste dimensioni, mille euro al mese come base di partenza sono davvero una contropartita adeguata per impegnare la gestione fino alla metà degli anni Sessanta?