Roma, taglia i capelli alle figlie per i pidocchi: il marito la massacra di botte davanti alle bambine
Era solo un taglio di capelli deciso dal pediatra. Una misura semplice contro i pidocchi presi a scuola. Ma è bastato per scatenare la furia. A Roma, alla Borghesiana, un uomo ha aggredito la moglie davanti ai cinque figli perché non accettava che alle bambine fossero stati accorciati così tanto i capelli. Così la donna è finita in ospedale con una prognosi di venti giorni. E lui è stato arrestato e portato in carcere a Rebibbia.
La lite in casa e l’aggressione davanti alle figlie
È successo lunedì sera, nell’appartamento dove la coppia, entrambi nigeriani e sulla cinquantina, vive con i figli. La madre aveva semplicemente seguito le indicazioni del medico: capelli corti per eliminare il problema dei pidocchi, che in questo periodo stanno circolando nella scuola. Una scelta pratica. Per il marito, invece, un affronto. Quando rientra e vede le due bambine rasate, perde il controllo. Le spiegazioni non servono. Né quelle della moglie, né quelle delle figlie che provano a calmare il padre. L’uomo reagisce con violenza: afferra la donna per il collo, come per strangolarla, poi la colpisce con calci e pugni. Lei cade a terra e tenta di proteggersi. Tutto accade nel salotto di casa, sotto gli occhi delle bambine terrorizzate.
A fermare l’aggressione sono le urla della donna e delle bambine. I vicini, sentendole, chiamano il 112. E per fortuna le pattuglie della polizia del commissariato Casilino arrivano in pochi minuti. Gli agenti trovano l’uomo ancora agitato. E vedono la donna che ha segni evidenti sul collo e tumefazioni al volto. Marito e moglie vengono separati. Un’ambulanza la trasporta al policlinico di Tor Vergata, dove i medici riscontrano ecchimosi e segni compatibili con strangolamento. I medici le danno prime cure e il referto, con venti giorni di prognosi.
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Anni di violenze sulla moglie
In commissariato l’uomo mantiene un atteggiamento ostile, minimizzando l’accaduto. «Quello che succede tra me e mia moglie sono fatti nostri», dice agli agenti, convinto che la donna non avrebbe mai parlato. Ma questa volta la donna decide di denunciare. Determinante è stato il sostegno di una poliziotta, che ha parlato a lungo con la vittima, rassicurandola. A quel punto la donna ha deciso di raccontare tutto. Agli agenti dice che non si tratta di un episodio isolato. Dice che il marito è violento da tempo, che le aggressioni sono frequenti e che il taglio di capelli è stato solo un pretesto. Un racconto che trova riscontro anche nei precedenti di aggressione già registrati negli archivi delle forze dell’ordine.
Alla luce dei referti medici e delle dichiarazioni raccolte, l’uomo è stato arrestato con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e trasferito nel carcere di Rebibbia, su disposizione dell’autorità giudiziaria.