“Roma taglierà anche i pini dei Fori da salvare”: l’associazione CURAA protesta contro il Campidoglio e anticipa le motoseghe
Roma, l’associazione CURAA annuncia per sabato 14 febbraio alle 11 un incontro con i media ai piedi della Scala di via Magnanapoli e mette nero su bianco l’accusa più pesante: il Comune di Roma avrebbe “innalzato il coefficiente di rischio dei pini” – così scrive in una nota stampa – non per prudenza, ma per facilitare l’abbattimento e “forzare” criteri di valutazione riconosciuti a livello internazionale. Una denuncia politica prima ancora che tecnica, sostenuta – dice CURAA – da un comitato scientifico e da professionisti del settore.
“Non è cautela, è indirizzo”: la presa di posizione di periti e agronomi
Nel mirino finiscono la rimodulazione dei parametri e l’effetto che produrrebbe sul destino degli alberi. CURAA si associa all’allarme del Collegio dei Periti Agrari Laureati e alle valutazioni del dottor Daniele Zanzi e del dottor Luigi Sani. Secondo l’associazione, portare il fattore di sicurezza da 1,5 a 2 – sostengono – non sarebbe una “misura di cautela”, ma una scelta che sposta l’ago della bilancia verso la rimozione di esemplari storici, anche quando le tecniche di cura e consolidamento potrebbero consentire alternative praticabili.
I fatti: dopo i crolli, Roma Capitale decide 12 rimozioni e cambia soglia
Il contesto è noto e delicato. ANSA riferisce che, dopo tre crolli in un mese (con tre turisti lievemente feriti in un episodio), il tavolo tecnico riunito in Campidoglio ha stabilito all’unanimità la rimozione di 12 pini ritenuti a rischio tra i primi 36 analizzati, su 54 presenti nell’area che include Via dei Fori Imperiali e i tratti limitrofi. La stessa nota spiega anche la scelta di innalzare il coefficiente di rischio da 1,5 a 2 per un livello “ancora più elevato” di sicurezza.
Il punto tecnico: cosa significa davvero passare da 1,5 a 2
Qui si concentra la contesa. Le prove di trazione sono strumenti usati per stimare stabilità e resistenza: cambiare il coefficiente significa rendere più severa l’interpretazione dei risultati. Non è un tema da addetti ai lavori soltanto, perché un parametro più restrittivo può trasformare un albero “monitorabile e curabile” in un albero “non compatibile con il rischio accettabile”.
Trasparenza contro decisionismo: “scienza” e “cantieri” nello stesso dossier
Il Campidoglio rivendica un approccio di massima precauzione e interventi selettivi. Dall’altra parte, CURAA contesta un metodo che – a suo dire – piega il rigore tecnico a esigenze di cantiere e tempi amministrativi. Il nodo diventa la trasparenza: accesso ai dati, criteri di calcolo, report completi e alternative valutate. Il Corriere della Sera segnala che nelle verifiche sarebbero stati usati anche strumenti come georadar e air spade e che è previsto un reimpianto secondo un protocollo elaborato con CREA e l’Università La Sapienza, oltre agli ordini professionali.
L’appuntamento del 14 febbraio: proposte sul tavolo e richiesta di atti pubblici
Sabato 14 febbraio, alle 11, CURAA e altre realtà annunciano un punto stampa ai Fori (scala di via Magnanapoli) per “documentare” gli interventi e presentare proposte. Diagnosi caso per caso, cure agronomiche dove tecnicamente possibili, monitoraggi e comunicazione pubblica dei risultati. È un passaggio politico perché mira a spostare la discussione dal “taglio sì/no” a una domanda più scomoda: chi decide la soglia del rischio, con quali responsabilità e con quanta trasparenza?