Roma Termini, carrozzina incastrata in una buca: disabile rischia di ribaltarsi. «Anche prendere un taxi è una gincana»
La ruota della carrozzina si è infilata nella buca proprio alla fine dello scivolo. E per un attimo l’80enne che stava raggiungendo il taxi ha rischiato di finire a terra, con la carrozzina che stava per ribaltarsi. Ad accorgersi di quello che stava succedendo sono stati il tassista che lo aspettava e alcuni passanti, intervenuti appena in tempo per aiutarlo.
È successo ieri sera, lunedì 7 settembre, in via Marsala, davanti alla stazione Termini, a Roma. E per Angelo Belli, tassista MU (Mobilità Universale) e referente del Comitato 175 Futuro Nazionale Vannacci, quella buca è soltanto l’ultimo ostacolo di un percorso che per una persona con disabilità può trasformare anche l’operazione più semplice, raggiungere un taxi, in un problema. Belli lo aveva denunciato già a maggio. E ieri sera si è trovato di persona davanti alle conseguenze.
Roma Termini, la carrozzina rischia di ribaltarsi davanti alla stazione
Il tassista era andato in via Marsala per prendere un cliente in carrozzina. L’uomo, 80 anni, lo stava raggiungendo quando una delle ruote è rimasta incastrata nella buca che si è formata alla fine dello scivolo. «Il signore si è molto spaventato, come anche i passanti – racconta ai nostri microfoni Belli – perché ci è mancato pochissimo che la carrozzina si ribaltasse con lui sopra».
Il tassista e alcune persone presenti sono intervenuti immediatamente, riuscendo a evitare la caduta. Per l’80enne, alla fine, soltanto un grosso spavento. Ma è proprio quel “quasi” a preoccupare Angelo Belli. Il tassista parla di un incidente mancato per pochissimo, e ricorda di avere già segnalato mesi fa, a maggio, i problemi dell’area destinata alla salita e alla discesa dei passeggeri con disabilità. «L’Amministrazione Capitolina dovrebbe garantire alle persone fragili il diritto sacrosanto di muoversi in autonomia e sicurezza».
Un solo stallo in via Marsala per i passeggeri con disabilità
Il problema, infatti, non riguarda soltanto la buca. In via Marsala c’è un unico stallo utilizzabile per la salita e la discesa dei passeggeri con disabilità. E, denuncia Belli, quello spazio viene spesso trovato occupato da auto in sosta, rendendo impossibili le manovre necessarie per caricare o far scendere in sicurezza una persona in carrozzina.
«Ho verificato la situazione anche stamattina, perché ieri sera era buio e non si vedeva bene. Sono quindi tornato e ho anche fatto le foto». Nell’area della stazione Termini ci sono due posti per i disabili dove poter prendere il taxi, piazza dei Cinquecento e via Marsala. Ma su via Marsala, punto preferito da chi deve prendere l’auto pubblica, i tassisti MU che devono andarli a prendere non dispongono di spazi sufficienti per fermarsi e svolgere il servizio. «Non è possibile che noi tassisti MU per portare i disabili alla stazione Termini dobbiamo fare la gincana», aveva denunciato già a maggio.
«Tre posti per Uber, uno per il servizio alle utenze fragili»
C’è poi un altro aspetto sul quale Belli chiede spiegazioni. Sempre secondo quanto denunciato dal tassista, nelle immediate vicinanze del punto di prelevamento sarebbero stati destinati tre posti a Uber, mentre per il servizio pubblico rivolto anche alle utenze fragili sarebbe disponibile un solo posto di fermata. E nell’intera area circostante, sottolinea, gli spazi utilizzabili per accompagnare o prelevare persone con disabilità sarebbero appena due: uno a piazza dei Cinquecento e uno in via Marsala.
Una carenza che incide sia sul prelevamento dei passeggeri sia sulla possibilità di accompagnarli alla stazione. «Chi ha una disabilità è un utente pagante e un cittadino che merita rispetto, dignità e sicurezza, non barriere e pericoli costanti», attacca Belli.
Barriere architettoniche, il problema va oltre Termini
La denuncia del tassista ha raccolto anche le reazioni di colleghi e cittadini. E il problema, secondo Paolo P., non finisce fuori dalla stazione. «Il problema non è solo la stazione Termini, il problema è Roma Capitale», sostiene. Il collega di Belli punta il dito contro le barriere architettoniche che rendono complicati gli spostamenti quotidiani delle persone con disabilità, dalla semplice passeggiata alla possibilità di muoversi autonomamente per raggiungere servizi, negozi e luoghi della città.
Una difficoltà che, sottolinea, ricade inevitabilmente anche sui familiari e su chi ogni giorno presta assistenza. «Dietro ad ogni disabile ci sono anche tante altre persone che, per aiutare loro, sono confinate insieme al disabile ai margini societari e, per poter affrontare la vita quotidiana, fanno i salti mortali», osserva Paolo P. E chiede che il problema venga affrontato non soltanto sul fronte dei taxi, ma più in generale sul tema dell’accessibilità di Roma.
Belli, intanto, torna a chiedere un intervento in via Marsala. Perché questa volta la ruota si è incastrata e qualcuno era abbastanza vicino da accorgersene. Il tassista e i passanti hanno afferrato la carrozzina prima che l’80enne cadesse. La prossima volta, potrebbe non andare allo stesso modo.

