Roma, terremoto in Atac, dopo 11 mesi si dimette il presidente Rivera, Santori (Lega): “L’azienda non è un taxi”

Roma, un bus Atac in giro per Roma

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Roma, Alessandro Rivera verso la presidenza di Acea e Atac nuovamente al centro dello scontro politico: Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, attacca il cambio al vertice dell’azienda dei trasporti, parlando di “ennesimo terremoto” nella gestione della mobilità romana. Rivera era stato nominato presidente di Atac nel giugno 2025 dopo che tra l’altro il suo predecessore era stato travolto da uno scandalo giudiziario e mediatico; ora il Campidoglio lo ha indicato per guidare Acea come presidente esecutivo.

Santori: “Basta salite e discese ai vertici”

Per Santori il nodo non riguarda soltanto un nome, ma il messaggio che arriva ai cittadini: un’azienda decisiva per la vita quotidiana della Capitale non può cambiare guida mentre restano aperti problemi strutturali e disagi continui. “Atac non può continuare a essere trattata come un taxi, dove si sale e si scende a ogni fermata”, afferma l’esponente della Lega, chiedendo stabilità, competenza e una catena di comando riconoscibile.

Metro, guasti e disagi: il conto lo pagano i romani

L’affondo politico arriva mentre il trasporto pubblico romano continua a essere osservato speciale. Santori richiama i rallentamenti delle metro, la manutenzione, la carenza di personale e il tema della sicurezza. Nel mirino finisce anche la chiusura della Metro A di sabato 23 maggio, sospesa per lavori programmati e sostituita da bus proprio nella serata della Notte dei Musei, quando Roma offriva circa 150 appuntamenti culturali in 70 luoghi aperti fino a notte.

La partita politica sulla governance

Il punto, per l’opposizione, è che Atac rischia di apparire ancora una volta come una casella nel mosaico delle nomine capitoline, invece che come l’azienda chiamata a garantire autobus e metropolitane efficienti. La candidatura di Rivera alla presidenza Acea apre dunque una questione politica immediata: chi guiderà Atac e con quale mandato, proprio mentre il Campidoglio rivendica il rilancio delle proprie partecipate.

Il pressing della Lega sul Campidoglio

Santori chiede ora chiarezza: non soltanto sulle eventuali dimissioni di Rivera, ma anche sull’ipotesi che altri dirigenti possano lasciare l’azienda. “Il rischio – sostiene il capogruppo leghista – è che dietro questi cambiamenti si nasconda una crisi molto più profonda”. Una lettura politica dura, che punta a trasformare il passaggio di Rivera verso Acea in un nuovo banco di prova per l’amministrazione Gualtieri: ai romani, sostiene la Lega, non servono nuove poltrone da riempire, ma mezzi che funzionino e un servizio affidabile.