Roma, terribile incidente sul viadotto della Magliana: gravi 5 persone, tra cui un bambino
Terribile incidente nella mattinata di oggi, domenica 25 gennaio, a Roma, sul viadotto della Magliana, dove due auto si sono scontrate per motivi ancora da accertare. A seguito del violento urto, avvenuto poco prima delle 10:30 sono rimaste ferite 5 persone, tra cui un bambino.
L’arrivo dei soccorsi
Lo scontro tra le due autovetture è stato particolarmente violento, tanto da rendere necessario l’intervento immediato dei vigili del fuoco. Sul posto sono arrivate le squadre dei Vigili del Fuoco di Ostiense (7/A) e della Pisana (4/A), impegnate nelle operazioni di soccorso e nella messa in sicurezza del tratto di viadotto coinvolto. In supporto sono intervenuti anche gli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale e i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure ai feriti.
Il bilancio è pesante: cinque persone ferite, quattro adulti e un bambino, tutte trasportate in codice rosso al Policlinico Universitario Agostino Gemelli. Le loro condizioni sono ora al vaglio dei medici.
Detriti sotto il viadotto e verifiche in corso
A complicare ulteriormente la situazione, alcune parti meccaniche delle auto, staccatesi a causa dell’impatto, sono precipitate al di sotto del viadotto, rendendo necessarie verifiche strutturali e un intervento accurato dei vigili del fuoco per evitare ulteriori rischi. Le cause dell’incidente restano al momento in fase di accertamento. Gli agenti della Polizia Locale stanno effettuando i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dello scontro e chiarire eventuali responsabilità.
“L’incidente di stamattina sul viadotto fa emergere la pericolosità di quel tratto di strada. È una strada di competenza dipartimentale, priva come noto di corsia di emergenza e quindi inadeguata per la mole di traffico a cui è sottoposta”, dichiara Marco Palma, vicepresidente del consiglio del XI Municipio di Roma Capitale. “Fino a che non ci sarà il Ponte dei Congressi saremo costretti a convivere con questo pericoloso stato di cose”, conclude.
