Roma, terrore in classe: 13enne accoltella la professoressa e tenta di riprendere l’aggressione

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Un ragazzo di 13 anni avrebbe aggredito con un coltello la propria insegnante all’interno della scuola media Verga, nella zona Collatina, portando con sé anche uno spray urticante e un caschetto dotato di telecamera. La docente è rimasta ferita, ma le sue condizioni non sarebbero gravi. Sulla dinamica e sulle ragioni del gesto sono ora in corso gli accertamenti dei carabinieri.

L’aggressione dopo la campanella

L’episodio è avvenuto nella mattinata di venerdì 18 settembre nell’istituto di largo Cocconi, nel quadrante orientale di Roma. Secondo le prime ricostruzioni, il tredicenne sarebbe entrato in classe con un coltello lungo circa 20 centimetri, uno spray al peperoncino e una piccola videocamera montata su un caschetto.

Poco dopo avrebbe colpito la professoressa di italiano, storia e geografia, una donna di 66 anni. La prima richiesta di intervento al numero unico di emergenza 112 sarebbe arrivata intorno alle 9.30, poco dopo l’inizio delle lezioni.

Il compagno che ha fermato tutto

A interrompere l’aggressione sarebbe stato un altro studente presente in classe. Un intervento immediato che avrebbe impedito alla situazione di degenerare ulteriormente.

La docente, profondamente scossa, è stata soccorsa e trasportata in codice giallo all’ospedale Vannini. I medici l’hanno medicata e hanno applicato alcuni punti di sutura. Non risulta in pericolo di vita.

Nella scuola sono arrivati i carabinieri del Comando provinciale di Roma e i militari della stazione di Centocelle, incaricati di ricostruire ogni passaggio dell’accaduto.

Il cellulare e l’ipotesi della diretta

Uno degli aspetti più inquietanti riguarda la possibile volontà del ragazzo di documentare l’aggressione. Il tredicenne avrebbe avuto con sé un telefono collegato a Telegram e avrebbe tentato di mostrare la scena attraverso una videochiamata in diretta. Aveva inoltre il caschetto con la videocamera, simile a una action cam.

Il cellulare è stato sequestrato e sarà esaminato dagli investigatori. Al momento non risulta chiarito se le immagini siano state effettivamente registrate o trasmesse, né se altre persone fossero collegate. Si tratta quindi di circostanze ancora sottoposte a verifica.

Il tredicenne portato in caserma

Il minore è stato accompagnato in caserma, dove sono arrivati anche i genitori. Gli investigatori stanno cercando di comprendere che cosa possa averlo spinto a presentarsi a scuola con il coltello, lo spray e due dispositivi potenzialmente utilizzabili per filmare.

Secondo quanto riferito nelle prime ore, non sarebbero emersi precedenti particolari problemi familiari o scolastici. Anche il rapporto tra la docente e gli alunni viene descritto come positivo. Proprio l’assenza, almeno per ora, di un movente evidente rende la vicenda ancora più difficile da decifrare.

La scuola davanti a un nuovo allarme

Il sindacato Gilda ha espresso solidarietà alla professoressa e richiamato l’attenzione sulla sicurezza del personale scolastico. Anche Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale presidi di Roma, ha sottolineato la necessità di rafforzare l’educazione al rispetto e di affrontare i rischi legati all’uso incontrollato dei dispositivi digitali.

Resta soprattutto una domanda: come abbia fatto un ragazzo di appena 13 anni a entrare in classe con un coltello, uno spray urticante e una telecamera. Saranno gli accertamenti dei carabinieri a stabilire l’esatta dinamica, il possibile movente e l’eventuale coinvolgimento di altre persone. La ricostruzione si basa sulle informazioni disponibili nelle prime ore successive all’episodio.