Roma, tombini pieni prima dei temporali: la denuncia che imbarazza sindaco Gualtieri e mini sindaco Di Salvo


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Roma si prepara al ritorno dei temporali con moltissime caditoie di Vitinia visibilmente colme di terra, foglie e altri residui: una denuncia a mezzo social lanciata sul Gruppo Comitato di Quartiere Vitinia e ripresa e commentata da moltissimi cittadini – che imbarazza sia il sindaco Roberto Gualtieri sia la presidente del Municipio IX, Titti Di Salvo, chiamati a garantire prevenzione e risposte prima che arrivi la pioggia.

La fotografia che preoccupa Vitinia

“Le fogne di Vitinia. E quando pioverà?”. Bastano queste poche parole, pubblicate dal Gruppo CdQ Vitinia insieme ad alcune fotografie, per riassumere la preoccupazione del quartiere. Le immagini mostrano grate stradali con numerose aperture occupate da detriti accumulati. Non dimostrano da sole che si verificherà un allagamento, ma rendono necessaria una verifica immediata della capacità di ricevere e smaltire l’acqua.

I residenti: “Domani vedremo”

Sotto il post sono comparsi commenti tra l’ironico e l’esasperato. C’è chi scrive “S’allagamo”, chi osserva “Domani vedremo” e chi racconta: “Quella davanti casa mia la pulisco io”. Un altro residente allarga il problema al resto della città e sostiene che sarebbe proprio questo il momento di intervenire con una pulizia preventiva. Dal quartiere arriva anche la proposta più concreta: chiedere formalmente un controllo e la pulizia delle caditoie segnalate.

Di Salvo chiamata a rispondere sul territorio

La prima risposta politica viene chiesta a Titti Di Salvo, presidente del Municipio IX, nel quale ricade Vitinia. È il Municipio l’istituzione più vicina ai cittadini e quella che dovrebbe raccogliere le segnalazioni, verificare le criticità e sollecitare rapidamente gli interventi necessari. Anche quando le competenze operative coinvolgono strutture centrali o aziende capitoline, la minisindaco non può limitarsi a fare da passacarte: deve spiegare se quelle grate siano state controllate e quando verranno pulite.

Dopo il caldo, la prova della pioggia

L’estate 2026 è stata la più calda registrata in Italia dal 1950, secondo i dati del CNR-IBE, e Roma è stata colpita da ripetute ondate di calore. Settimane asciutte possono favorire l’accumulo di foglie, polvere e rifiuti lungo i bordi delle strade. Quando la pioggia torna improvvisamente, caditoie non perfettamente libere possono rallentare il deflusso, provocare ristagni e rendere più insidiose le carreggiate per automobilisti, motociclisti e pedoni.

Gualtieri non può nascondersi dietro i Municipi

Ma la responsabilità politica non può fermarsi alla porta del Municipio IX. Gualtieri guida Roma Capitale e la sua Giunta governa il sistema complessivo della manutenzione e del coordinamento cittadino. Dopo quasi cinque anni di amministrazione, eventuali sovrapposizioni, ritardi o rimpalli tra Municipi, dipartimenti e società comunali non possono più essere presentati come un alibi: sono parte del problema che il Campidoglio avrebbe dovuto risolvere.

Un allagamento non rappresenta soltanto un disagio. Può mettere a rischio chi attraversa una strada a piedi, chi viaggia in automobile o in motorino e chi ha difficoltà negli spostamenti. Le fotografie del comitato non autorizzano allarmismi, ma pongono una domanda precisa a Gualtieri e Di Salvo: quelle caditoie sono state controllate e sono pronte per i prossimi temporali? Dopo un’estate torrida, Roma non può permettersi di scoprire i suoi punti deboli soltanto quando l’acqua ha già invaso la strada.