Roma, tre agronomi per i pini di Roma: il monitoraggio costerà 31 centesimi a pianta
Roma torna a misurarsi con un tema che è insieme identità urbana e sicurezza pubblica: i suoi alberi, a partire dai pini dei Fori Imperiali.
Il Campidoglio affida a tre professionisti esterni un supporto tecnico al monitoraggio delle alberature.
La cifra complessiva è poco sopra i 109 mila euro fino al 31 dicembre 2026: tradotto, circa 31 centesimi per ciascuno dei 350mila alberi cittadini. Il via libera è stato adottato lo scorso 4 febbraio, da una determina dirigenziale (inseriamo tale documento, in formato scaricabile, alla fine di questo articolo):
Il verde come questione politica
A Roma gli alberi non sono solo arredo: sono paesaggio, consenso, conflitto. Ogni caduta fa rumore, specie in centro, ogni abbattimento apre una frattura tra quartieri, comitati, municipi e amministrazione. Il patrimonio verde della Capitale è enorme: centinaia di migliaia di alberature, chilometri di filari stradali, e migliaia di ettari gestiti direttamente, comprese ville storiche che sono simboli identitari oltre che infrastrutture ecologiche. In questo contesto, la manutenzione diventa una scelta di governo.
La determina: “rinforzo” esterno, non sostituzione
Il cuore dell’operazione è un atto amministrativo che affida un servizio di supporto ai direttori dell’esecuzione dei contratti dell’Accordo Quadro “Cura del Verde”. In sostanza: non si cambia la regia del sistema, ma si rafforza la capacità di controllo e verifica, soprattutto sulle alberature stradali e sulle aree più sensibili. È una mossa che parla anche di accountability: Roma prova a presidiare meglio l’esecuzione, non solo a mettere a gara i lavori.
Tre città dentro la città: i lotti e i nomi
La Capitale è stata divisa in tre lotti, una scelta legata alla vastità del territorio e alla necessità di copertura operativa. Il primo lotto riguarda il centro e i municipi fino al V, con Villa Borghese. Il secondo copre un’ampia fascia di municipi e Castel Fusano. Il terzo si estende su un altro blocco di municipi e include Villa Pamphili. Gli incarichi vanno a Stefano Falcocchio, Roberto Fagioli e Aurelio Valentini. Una mappa amministrativa che coincide con una mappa politica: centro, quadranti e grandi polmoni verdi diventano aree di responsabilità riconoscibili.
Il costo e il messaggio: quanto vale un albero in bilancio
Il dato che colpisce è la proporzione: poco più di 109 mila euro per un patrimonio di circa 350 mila alberi, quindi intorno ai 31 centesimi per pianta. È un rapporto che non racconta l’intera complessità del lavoro, ma pone una domanda politica inevitabile: l’amministrazione sta investendo abbastanza nella prevenzione oppure sta tamponando con un intervento mirato, utile ma limitato, dentro un sistema strutturalmente sotto pressione? La risposta non è solo contabile: si misura nella capacità di ridurre emergenze, contenziosi e, soprattutto, rischi per cittadini e viabilità.
Il nodo interno: perché serve un aiuto da fuori
C’è poi un elemento che fa da sfondo: la difficoltà di coprire tutte le esigenze con risorse interne, tra carenze di organico e specializzazioni richieste. Da qui la scelta di affiancare competenze esterne e, parallelamente, aggiornare le informazioni su piattaforme di monitoraggio che fotografano lo stato delle alberature. Ma il punto politico resta: un supporto per un periodo definito aiuta a reggere l’onda, non basta a garantire continuità. La partita vera è costruire una gestione stabile del verde urbano, capace di reggere clima, manutenzione e aspettative crescenti dei quartieri.