Roma, ‘trova’ un telefono e si mette d’accordo per restituirlo, ma lo arrestano: era evaso

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Ha risposto al telefono e si è messo d’accordo con la sua proprietaria per restituire il cellulare, trovato, secondo lui, poco prima. Ma quello che doveva essere un semplice recupero di un cellulare sparito in treno si è trasformato invece in un arresto per evasione dagli arresti domiciliari, grazie all’intuito della Polizia Ferroviaria di Roma San Pietro. Una vicenda che parte da un furto sospetto e si chiude con le porte del carcere di Rebibbia.

Il furto sul treno e la telefonata sospetta

Tutto è iniziato nella tarda mattinata del 27 gennaio 2026, quando una donna straniera, appena scesa da un treno, si è accorta che il cellulare era sparito dalla borsa. Dopo aver chiesto aiuto a un altro viaggiatore, ha chiamato il proprio numero. Dall’altra parte qualcuno ha risposto e ha proposto un incontro per la restituzione. Un atteggiamento che ha insospettito la vittima. Prima di presentarsi all’appuntamento, la donna si è rivolta al Posto di Polizia Ferroviaria di Roma San Pietro, raccontando l’accaduto.

Gli agenti della Polfer, in borghese, si sono posizionati nelle immediate vicinanze della piazza antistante la stazione, il luogo concordato per l’incontro. Lo scopo era quello di verificare se dietro quella restituzione si nascondesse una richiesta di denaro o qualcosa di peggio. L’uomo, stranamente, si è presentato e ha riconsegnato il telefono, senza chiedere nulla in cambio.

Le generalità false e la scoperta dell’ordine di cattura

Dopo la restituzione, gli agenti hanno proceduto all’identificazione. L’uomo ha fornito generalità false, ma i controlli in banca dati hanno fatto emergere che aveva numerosi aliasprecedenti penali e soprattutto un ordine di cattura pendente. L’uomo, infatti, era sottoposto agli arresti domiciliari ed era evaso. Davanti ai poliziotti ha provato a giustificarsi, sostenendo di aver visto un altro soggetto rubare il telefono sul treno e di essere intervenuto solo in un secondo momento per recuperarlo e restituirlo alla donna. Ma nessuno gli ha creduto.

Al termine delle verifiche e delle procedure di rito, per l’uomo sono scattate le manette. È stato arrestato dalla Polfer di Roma San Pietro e trasferito nel carcere di Rebibbia, dove è finito a disposizione dell’autorità giudiziaria.