Roma, turista con disabilità aggredito in strada per uno smartphone: arrestato un uomo

Carabinieri in azione a Roma

Un’aggressione a scopo di rapina, una vittima particolarmente fragile e l’intervento immediato dei Carabinieri. È quanto accaduto nella notte in via Gioberti, dove un turista colombiano di 27 anni, con disabilità motoria, è stato assalito mentre si trovava in strada. Secondo quanto ricostruito dai militari del Nucleo Roma-Scalo Termini, l’obiettivo dei rapinatori era impossessarsi del suo smartphone. Le urla dell’uomo hanno però attirato l’attenzione dei Carabinieri, che sono intervenuti in pochi istanti.

L’intervento dei militari e l’arresto

Quando i Carabinieri sono arrivati sul posto, hanno bloccato uno dei presunti aggressori mentre era ancora in azione insieme ad altri due complici, riusciti invece a dileguarsi. L’uomo fermato è un cittadino egiziano di 30 anni, senza fissa dimora e con precedenti, arrestato in flagranza. Un passaggio che ha evitato conseguenze potenzialmente ancora più gravi per la vittima, sorpresa in una condizione di evidente vulnerabilità. L’episodio riaccende l’attenzione sulla sicurezza delle aree più frequentate dai visitatori stranieri.

La vittima soccorsa sul posto

Il turista è stato assistito dal personale del 118, intervenuto per le cure necessarie direttamente sul luogo dell’aggressione. Non è stato quindi necessario, almeno nell’immediatezza, il trasferimento d’urgenza in ospedale. Resta però il peso di una vicenda che colpisce non solo per la violenza del gesto, ma anche per il profilo della persona presa di mira: un giovane in viaggio, con difficoltà motorie, trasformato in bersaglio di una rapina nel cuore della città durante le ore notturne.

Lama sequestrata e rito direttissimo

Dopo il fermo, i militari hanno eseguito una perquisizione personale trovando l’arrestato in possesso di una lama di tre centimetri, poi sequestrata. L’uomo è stato successivamente accompagnato in caserma e trattenuto in attesa del rito direttissimo. Proseguono intanto gli accertamenti per identificare i due complici fuggiti. La vicenda conferma quanto la tempestività dell’intervento delle forze dell’ordine possa fare la differenza, soprattutto nei casi in cui la vittima si trovi in una condizione di maggiore esposizione e minor possibilità di difesa.