Roma, turista coreana partorisce nel B&B, neonata muore dissanguata: “Non sapevo di essere incinta”

bed and breakfast

Quando i poliziotti erano entrati nel bed and breakfast di via Turati, a Roma, a pochi passi dalla stazione Termini, avevano trovato una neonata nella vasca da bagno, morta dissanguata. E la madre, che all’epoca aveva 29 anni, ancora accanto al corpicino della piccola. Gli agenti non avevano creduto alla versione della donna. “Non sapevo di essere incinta“, aveva raccontato. E per questo aveva affrontato un viaggio dalla Corea fino a Roma, per visitare la Capitale. Dove invece aveva partorito. Ma la sua versione non ha convinto e adesso è a processo per omicidio colposo.

ll viaggio organizzato e quella gravidanza negata

La donna era partita per un tour programmato in Europa meridionale. Secondo accertamenti basati sui biglietti aerei, l’itinerario prevedeva tappe in Italia, Malta e Spagna, con Roma come prima destinazione. A quella fase del viaggio, la gravidanza era ormai avanzata, ma la turista ha sempre sostenuto di non essersi resa conto di essere incinta fino al momento del travaglio. La 36enne ha raccontato di essersi affidata, prima di partire, a un medico di medicina alternativa in Corea che, a suo dire, le aveva detto che non fosse incinta ma che soffrisse di un problema di circolazione. E le ha prescritto una serie di medicinali “naturali” per curare questo disturbo che le aveva provocato la scomparsa delle mestruazioni. Sulla base di questa rassicurazione, la donna è partita verso l’Europa. E poi ha proseguito il suo viaggio verso la Capitale.

Il parto nel B&B e la morte della neonata

La tragedia si è consumata all’interno della stanza di un bed and breakfast gestito da connazionali della donna, ora 36enne. Una sera, mentre soggiornava nella struttura, ha iniziato ad accusare dolori allo stomaco sempre più intensi. “Soffrendo di stitichezza, ha pensato di avere problemi di stomaco”, racconta il suo legale, l’avvocato Giuseppe Vittorio Bartocci. È quindi andata in bagno e, pur accorgendosi che non si trattava di un semplice mal di pancia, non ha chiamato aiuto. Ma ha dato alla luce la bambina da sola.

Dopo il parto, la donna ha tagliato il cordone ombelicale con una forbice, ma la neomamma non è riuscita a fermare l’emorragia. La piccola è morta dissanguata. Poco dopo, i gestori del B&B e altri ospiti, insospettiti dai gemiti, hanno chiamato i soccorsi. I medici del pronto soccorso, giunti nella stanza, hanno trovato la scena drammatica: la madre svenuta e la neonata ormai senza vita.

Indagini, accusa e processo

La donna è stata accompagnata in ospedale e ascoltata dalle forze dell’ordine. Sulla base degli accertamenti, la Procura ha avviato un’indagine per omicidio colposo. Ora la vicenda è approdata in tribunale, con udienze previste fino a ottobre di quest’anno. La versione della turista, che non sapeva di essere incinta, contrasta con gli elementi raccolti dagli investigatori, tra cui la posizione avanzata della gravidanza e le circostanze della morte per dissanguamento. 

Il procedimento giudiziario prova a rispondere a una domanda: era davvero possibile non sapere di essere incinta? E, soprattutto, la donna avrebbe potuto e dovuto chiedere aiuto? Sono questi i punti su cui si gioca il processo, insieme alla valutazione delle responsabilità mediche indirette e delle condizioni psicofisiche dell’imputata.