Roma, via al restyling da 3,5 milioni (di mutuo) del Mercato Colli Albani: 11 mesi di restrizioni sul traffico e una promessa (politica)


Roma, la data non è più un “si vedrà”: dal 5 febbraio 2026 al 31 dicembre 2026 scatta la disciplina provvisoria di traffico collegata ai lavori di riqualificazione del Mercato Appio III (Colli Albani). E quando le date diventano atto, la politica smette di fare storytelling e inizia a fare i conti con la realtà: undici mesi sono un ciclo urbano completo, con scuole, pendolari, bus, consegne e pazienza civica da amministrare.

Dove cambia la viabilità (solo dopo la narrazione, come promesso)

La disciplina provvisoria riguarda un perimetro molto specifico, non “tutto il quartiere”: le strade interessate sono Via Castel Gandolfo e Via Albano, per consentire l’esecuzione dei lavori legati alla riqualificazione del Mercato Appio III (Colli Albani) nel territorio del Municipio VII. È un intervento “chirurgico”, ma in un’area sensibile basta un taglio piccolo per far sentire dolore ovunque.

Il mutuo e la retorica del “rilancio”: tutto vero, ma non tutto gratis

Sul progetto circola una cifra, riportata nelle carte capitoline che pubblichiamo alla fine di questo articolo: circa 3,5 milioni, con copertura tramite mutuo. È la classica scommessa romana: rigenerare oggi, spalmandone l’onere nel tempo. Legittimo, spesso inevitabile. Ma politicamente è un messaggio: quando la città investe “a debito”, chiede ai cittadini un doppio atto di fede—nel risultato finale e nella capacità futura di reggere altri investimenti senza trasformare la manutenzione ordinaria in un’eterna lista d’attesa.

Undici mesi: il tempo della verità

In undici mesi puoi rifare uno spazio pubblico e anche consumare un capitale di consenso. Perché il cantiere non è solo cemento: è comunicazione, coordinamento, presenza sul territorio. Ed è qui che la politica locale si misura: non con i rendering, ma con la gestione quotidiana dei disagi. Sulla carta ci sono obblighi precisi (segnaletica, sicurezza, comunicazioni ai servizi essenziali). Bene. La vera domanda è: verranno rispettati con puntualità “svizzera” o con la solita elasticità capitolina con il fine lavori che slitterà a fine 2030, se tutto va bene? Entro un anno lo sapremo.