Roma, via alle prove di stabilità-lampo per gli alberi dell’Aventino: ma la Trasparenza del Campidoglio resta off-line
Roma accelera sui controlli agli alberi del centro, in modo particolare di quelli compresi tra Aventino, Circo Massimo e Terme di Caracalla. Da lunedì 16 marzo fino al 27 marzo, il Campidoglio avvierà un piano urgente di prove di stabilità in più strade. Il calendario è già definito: Lungotevere dei Pierleoni dal 16 al 23 marzo, via delle Terme Deciane dal 16 al 23 marzo, piazza Gian Lorenzo Bernini dal 16 al 23 marzo, via Asinio Pollione dal 16 al 20 marzo, viale Giotto dal 16 al 27 marzo. Per residenti e automobilisti significa nuovi divieti di sosta e modifiche temporanee alla viabilità. Politicamente, invece, significa una cosa precisa: Roma corre ai ripari su un dossier ormai esplosivo.
Quel dossier alberi di Roma e il rischio ‘cerino’
Il tema degli alberi è diventato uno dei più delicati per la giunta Gualtieri. Soprattutto dopo il caso dei pini nel centro storico, che ha acceso proteste, mobilitazioni e una forte pressione pubblica da parte di cittadini, associazioni e comitati. In questo quadro si inserisce anche il recente accordo con gli agronomi, già raccontato in un nostro precedente articolo. Un’intesa che, nelle intenzioni del Campidoglio, dovrebbe rafforzare la copertura tecnica delle scelte sul verde urbano. Ma che, agli occhi di molti cittadini, è apparsa anche come un tentativo di blindare decisioni già fortemente contestate.
La clausola di riservatezza, inaccettabile sul tema verde e alberi
A pesare è soprattutto la clausola di riservatezza contenuta nel protocollo. Una parola che, in una vicenda già segnata da tensioni e sfiducia, ha avuto un impatto politico immediato. Perché il punto, ormai, non è solo quanti controlli verranno eseguiti. Il punto è quante informazioni saranno davvero accessibili e in quali tempi.
La Trasparenza, sempre più inaccessibile
Da questo punto di vista, il problema della trasparenza resta aperto. Sul sito del Comune di Roma, nella sezione del Dipartimento Tutela Ambientale, la sotto-sezione dedicata agli abbattimenti degli alberi risulta ancora di fatto non più presente, nonostante il regolamento del verde preveda un’informazione costante e accessibile ai cittadini. Ed è proprio qui che il Campidoglio continua a mostrare la sua difficoltà politica: chiede fiducia, ma non riesce ancora a garantire una pubblicazione stabile, ordinata e facilmente consultabile degli atti che riguardano il patrimonio arboreo cittadino.

Il ‘fattore’ Procura di Roma
Sul tema pesa infine anche il fattore Procura. A inizio 2026 la cronaca romana ha riportato gli sviluppi della maxi inchiesta della Procura di Roma sui crolli e sulla gestione delle alberature. Un elemento che rende ogni scelta ancora più sensibile. In questo contesto, le nuove prove di stabilità sono anche un messaggio politico: sicurezza prima di tutto. Ma senza trasparenza piena, il rischio resta lo stesso. Che l’urgenza appaia come una rincorsa agli eventi, più che come una strategia di governo.