Roma, via Panama, la ciclabile si allaga quando piove, i residenti: “Piscina o parcheggio per monopattini?”
Roma, quando piove, la ciclabile di via Panama si trasforma rapidamente in una fascia d’acqua continua: un allagamento che, secondo i residenti, si verifica nonostante il recente rifacimento delle caditoie. Quando invece il tempo è stabile, l’ostacolo cambia forma ma non sostanza: una teoria di monopattini in sosta irregolare occupa l’intero tracciato. Il risultato, raccontano gli abitanti, è una ciclovia spesso impraticabile proprio nel tratto in cui dovrebbe garantire sicurezza e continuità.
Il “salvagente” e i cordoli: geometrie che spostano i flussi
In questo scenario, i pochi ciclisti osservati finiscono per scegliere alternative che contraddicono la funzione dell’opera: strada ordinaria oppure il cosiddetto “salvagente”, un marciapiede rialzato pensato per chi attraversa o per chi dovrebbe accedere alle auto in sosta. A complicare il quadro c’è la presenza di cordoli particolarmente ampi (fino a circa 1,40 metri, secondo le segnalazioni), che generano un effetto barriera e impongono traiettorie obbligate, con ricadute su pedoni e traffico locale.
Lavori “conclusi”, ma la segnaletica manca: cosa dice Astral
Sul piano amministrativo, la realizzazione dei circa 400 metri di ciclovia viene indicata come sostanzialmente completata. Roma Capitale, tramite l’assessorato alla Mobilità, ha affidato l’intervento ad Astral: manca però ancora la segnaletica, elemento decisivo per rendere coerente il tracciato e governare precedenze e attraversamenti. In strada sono presenti ancora operai, ma l’attività riguarderebbe principalmente il rifacimento dei marciapiedi per altri lavori comunali.
La contestazione dei residenti: “strozzature” e carreggiata ridotta
La protesta del gruppo “Sos via Panama” non si è attenuata con la fine del cantiere. Al centro delle contestazioni c’è soprattutto la riduzione della carreggiata: in un tratto, sostengono i promotori, la sede stradale sarebbe scesa fino a 4,40 metri, creando imbuti e rallentamenti. La critica non è solo quantitativa, ma funzionale: secondo i residenti, una ciclabile efficace dovrebbe integrarsi con i flussi esistenti senza produrre colli di bottiglia permanenti, specie in un’area con traffico di quartiere e percorsi di attraversamento.
L’asse dei comitati: da Parioli a Eur passando per Flaminio
Negli ultimi giorni la rete di opposizione si è allargata. Il 3 febbraio, i residenti hanno partecipato a un confronto con “Sos via Guido Reni”, attivo sul tema della ciclabile in zona Flaminio. A questo dialogo si è aggiunto il comitato Comitato di quartiere Eur-Ferratella, che segnala analoghe criticità nell’area dell’Eur. Il presidente Claudio Vitalini parla di una “comune veduta” e di possibili iniziative condivise, indicando nel Biciplan un impianto che, a sud, avrebbe prodotto restringimenti discontinui e perdita di parcheggi, con casi citati lungo viale Oceano Atlantico.
Le richieste e i punti irrisolti: dal drenaggio alla fermata ATAC
Sul piano tecnico, “Sos via Panama” sostiene che un’impostazione diversa—ad esempio spostando la ciclabile sul marciapiede opportunamente ampliato—avrebbe evitato l’effetto “piscina” e ridotto le interferenze. Restano inoltre domande sulla reale continuità del tracciato: nel tratto poco prima di piazza Cuba, viene segnalato che la pista oggi termina davanti a una pensilina ATAC, creando un’interruzione funzionale. I comitati parlano infine di possibili azioni legali, mentre attendono chiarimenti su eventuali modifiche progettuali annunciate ma non ancora riscontrabili sul campo.