Roma, “Vieni che ti devo dare una cosa”: litiga con il compagno e gli getta addosso l’acido, 52enne ricoverato in codice rosso
Lo ha fatto aspettare sotto casa. Poi, dal terrazzo, gli ha lanciato addosso un liquido corrosivo che in pochi secondi gli ha bruciato collo, braccia e vestiti. “Aspetta, devo darti alcune cose, tu resta qui”, gli aveva detto per attirarlo sul marciapiede mentre lei saliva nell’appartamento. Lui pensava a una borsa, qualche vestito, visto che quella sera c’era stata l’ennesima discussione tra lui e la compagna. Non certo a una pioggia di acido lanciata dall’alto di un balcone.
È una storia che lascia storditi quella avvenuta martedì sera a Torpignattara, dove un uomo di 52 anni è finito al Sant’Eugenio, nel reparto grandi ustioni, dopo essere stato colpito da un liquido corrosivo lanciato dalla compagna 46enne con cui aveva una relazione da circa otto anni. Eppure, nonostante le ustioni di terzo grado su collo e braccia e lo choc, l’uomo ha scelto di non denunciarla.
“Pensavo fosse acqua, poi ho sentito la pelle bruciare”
È successo la sera di martedì 19 maggio, intorno alle 21. Il 52enne si trovava in un bar con alcuni amici quando la compagna lo ha raggiunto. Era agitata, nervosa. Lui avrebbe cercato di calmarla senza capire cosa stesse succedendo. Poi la richiesta: «Vieni a casa, devo darti alcune cose». Niente avrebbe fatto pensare a quello che sarebbe accaduto pochi minuti dopo. Arrivati davanti alla villetta dove la donna vive da sola, lei gli avrebbe detto di aspettare in strada. Il 52enne è rimasto lì, tranquillo. Ha sentito alcuni rumori provenire dal terrazzo. Poi il liquido.
All’inizio ha pensato fosse acqua. Il tempo di pochi secondi e la pelle ha iniziato a bruciare. Il liquido gli è scivolato addosso colpendo soprattutto la zona del collo e le braccia. I vestiti si sono rovinati immediatamente, mentre il dolore diventava sempre più forte. «Mi bruciava tutto», ha raccontato agli agenti dal letto d’ospedale, al reparto grandi ustioni del S. Eugenio.
D’istinto si è tolto la giacca e ha iniziato a correre verso una fontanella vicina nel tentativo di alleviare il dolore. Alcuni ragazzi presenti in strada hanno visto quell’uomo sotto choc, con evidenti ustioni, e hanno chiamato il 112.
L’arrivo della polizia e la donna barricata in casa
Sul posto sono arrivati in pochi minuti ambulanza e polizia. Il 52enne è stato trasportato in codice rosso all’ospedale Sant’Eugenio, dove i medici gli hanno riscontrato ustioni da acido alla zona nucale e agli arti superiori. Nel frattempo gli agenti hanno raggiunto l’abitazione della donna. La 46enne era ancora sul balcone. Quando ha visto arrivare le pattuglie ha lanciato il flacone contenente l’acido, un disgorgante per lavandini e water, nel cortile di un vicino, prima di chiudersi dentro casa. Per diversi minuti si è rifiutata di aprire la porta. Gli agenti hanno provato a convincerla mentre valutavano anche l’intervento dei vigili del fuoco. Alla fine la donna ha aperto.
Dentro l’abitazione gli agenti delle volanti del commissariato di Porta Maggiore si sono trovati davanti stanze in disordine, mentre lei urlava alla vista della polizia. La 46enne, ancora agitata, non avrebbe fornito spiegazioni sul gesto. Nessuna risposta agli investigatori che cercavano di capire cosa avesse provocato un’esplosione di violenza così improvvisa. Nel frattempo altri poliziotti hanno recuperato il flacone lanciato nel cortile e lo hanno sequestrato. La donna è stata accompagnata negli uffici di polizia mentre il pubblico ministero di turno veniva informato dell’accaduto.
Nonostante il ricovero nel reparto grandi ustioni, il dolore e le ferite riportate, il 52enne ha deciso di non procedere formalmente contro la compagna. Agli agenti ha spiegato che tra loro c’erano state discussioni anche pesanti in passato, ma mai episodi simili. E soprattutto di non riuscire ancora a spiegarsi il motivo di un gesto tanto violento quanto improvviso.