Roma, villa Torlonia, giù 9 alberi: il Campidoglio taglia, ma le perizie restano ‘invisibili’ sul sito internet del Comune
Roma, entro fine gennaio a Villa Torlonia verranno abbattuti gli ultimi 9 alberi giudicati a massimo rischio cedimento, ma sul sito del Comune – ancora una volta – non compaiono le perizie agronomiche. La trasparenza resta “offline”: sul sito internet del comune – Dipartimento Tutela Ambientale – sezione Abbattimento Alberi – le perizie agronomiche che attestano i motivi di tale decisione estrema non compaiono, a differenza di quanto previsto nel regolamento del verde (alleghiamo lo screenshot del sito internet, alla fine di questo articolo). Esattamente come già accaduto fin troppo spesso in passato. È questo il nodo politico che torna identico a ogni taglio: comunicati puntuali, carte decisive difficili da trovare.
Il “velo” che cala ogni volta che parte una motosega
A Roma, il punto non è solo quanti alberi cadono: è che cosa viene mostrato ai cittadini quando cadono. Da tempo, su ogni nuovo abbattimento sembra stendersi un velo di segretezza. Nella sezione del sito comunale dedicata agli abbattimenti, troppo spesso non compaiono le perizie agronomiche che dovrebbero spiegare – nero su bianco – perché una pianta va tagliata e non curata. E quando la documentazione non è online, la trasparenza diventa un percorso a ostacoli: accessi agli atti, attese, rimbalzi.
Non è un fulmine a ciel sereno: a dicembre già giù 19 alberi
Ma Villa Torlonia non comincia oggi. Il 10 dicembre, dentro lo stesso perimetro verde, erano già stati abbattuti 19 alberi (tra pini domestici, lecci, robine e un castagno), anche in quel caso indicati come “pericolosi” e in classe di rischio elevata.
Trasparenza a intermittenza: “agli atti”, non sul web
Ed eccoci al punto dominante: le carte. Perché Villa Torlonia segue la stessa regola non scritta che i romani imparano a riconoscere: online spesso resta un comunicato, mentre la parte decisiva – le relazioni tecniche – scivola fuori scena. Non è un’impressione: in alcune comunicazioni del Dipartimento Tutela Ambientale, accanto ai motivi sintetici dell’abbattimento, compare la formula che pesa come un macigno: “Tutto il materiale informativo di dettaglio è presente agli atti”. Traduzione: chi vuole capire davvero, deve inseguire i documenti.
Il precedente Acea: stessa storia, stesso buco di fiducia
Il copione ricorda da vicino il caso Acea a piazzale Ostiense: anche lì l’autorizzazione arriva, anche lì la narrazione ufficiale si ferma a metà. Il Campidoglio pubblica un tassello (il via libera finale), ma non la “prova” tecnica completa che giustifica l’abbattimento agli occhi della città. È un passo avanti rispetto al silenzio totale, certo. Ma politicamente resta un boomerang: se le perizie non sono accessibili in modo semplice e immediato, ogni taglio – anche necessario – diventa sospetto, ogni intervento diventa conflitto.
Sullo sfondo la Procura e la guerra dei numeri: perché Roma non può più “non spiegare”
E mentre il Campidoglio prova a governare l’emergenza sicurezza (tra alberi vetusti e meteo estremo), la vicenda del verde romano è già terreno di scontro. C’è un faro acceso sulla gestione del verde, con verifiche e attenzioni che rendono ancora più urgente pubblicare tutte le carte, non solo quelle “sufficienti” a procedere. È qui che la trasparenza smette di essere uno slogan: diventa autodifesa istituzionale. Pubblicare le perizie non “indebolisce” il Campidoglio: lo mette al riparo, e soprattutto rimette i cittadini dentro la decisione.
