Roma vista dall’alto: ma davvero è più bella senza di noi (video)

roma deserta


Esclusiva dell’agenzia Ansa: le spettacolari riprese da un drone della Roma deserta di questo periodo. Come scrive l’Ansa presentando il servizio, il testo di Alessandro Di Meo, le immagini, prese da un drone, di Di Meo e Stefano Vitali. Nel testo si sottolinea che la cosa che colpisce di più è il silenzio. Irreale, e forse un po’ spettrale. Ma non è così, perché Roma è bellissima, stranamente pulitia, e quando il sole splende è veramente la Grande Bellezza.

Roma è anche incredibilmente pulita

Si twitter, dove anche si può vedere il video, accompagnato da una bellissima colonna sonora, i commenti sono svariati, ma uno ci ha colpito. Qualcuno, più di uno, ha evidenziato che Roma, e tutte le città e campagne, sono più belle quando noi non ci siamo, quando stiamo chiusi in casa. E sembra proprio così, in effetti. Ma riflettendoci, quelle città le abbiamo costruite noi, quelle campagne le lavoriamo noi, senza di noi tutto questo non ci sarebbe. L’insegnamento tuttavia che possiamo trarre da questa immane tragedia, è di regolarci meglio. E di comportarci meglio. Traffico, vociare, violenza, sono tutte cose da cui dovremo in qualche modo liberarci.

Quello che ci manca è l’educazione civica

Forse, come si diceva a scuola una cinquantina di anni fa, ci manca l’educazione civica. Che abbiamo perso nel corso dei decenni, almeno qui in Italia, ma che in altri Paesi ancora persiste. E poi, dal filmato dell’Ansa, traspare una gende bellezza, certo, ma anche una grande tristezza. Come nei film di fantascienza, Codice Genesi, Io sono leggenda, Occhi bianchi sul pianeta Terra. Le città e i manufatti degli uomini sono solo gusci vuoti, le navi involucri smorti, le fabbriche residui di una civiltà estinta. Anche le rovine greche e romane, e di altri popoli, a cui possiamo paragonarle, sono vive perché noi le guardiamo, e poi senza di loro non ci saremmo noi.

E allora quando torneremo in circolazione, cerchiamo di comportarci meglio nei confronti di queste città e di queste campagne, per onorare chi le fece e chi le volle.

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