Roma, zona 30 senza autovelox: rinvio a sorpresa e tensione tra Campidoglio e polizia locale

Zona 30 Roma

Dovevano esserci i velox, i controlli, la stretta sulla velocità. Invece niente. La zona 30 a Roma è partita – o meglio, doveva partire – senza gli autovelox. Quindi strade teoricamente più sicure, ma senza controlli elettronici. E un’altra partenza rimandata, la terza in poche settimane. Il debutto della nuova regolamentazione nel Centro storico si è trasformato in un piccolo caso politico. Perché tra annunci e realtà, ancora una volta, c’è di mezzo Roma.

Roma, oggi parte la “Zona 30” nel Centro Storico: limite a 30 km/h e multe fino a 3mila euro

Campidoglio contro vigili: due velocità opposte

Dentro il Campidoglio la questione “zona 30” viaggia su due binari diversi. Da una parte l’assessorato alla Mobilità, guidato da Eugenio Patanè, che spinge sull’acceleratore della sicurezza stradale: limiti più bassi, più controlli, più tecnologia. Dall’altra la Polizia Locale di Roma Capitale, chiamata a tradurre le decisioni in controlli concreti. Ma con uomini e mezzi contati. E così succede quello che si è visto: ordinanze pronte, comunicazioni partite, ma autovelox mai entrati in funzione.

Dietro il rinvio non c’è solo un problema organizzativo. C’è un dato strutturale. I vigili urbani sono circa 6.500, numeri considerati insufficienti per una città come Roma. E soprattutto, gli autovelox disponibili sono limitati. Non solo: per utilizzarli serve personale formato, che non è abbastanza per coprire tutte le zone previste dalla nuova misura. Per questo, spiegano fonti interne, i controlli vengono concentrati dove il rischio è più alto, su arterie come la via Cristoforo Colombo, dove gli incidenti sono frequenti. Non nel Centro, dove la velocità media resta bassissima.

Zona 30 a Roma, partenza senza controlli: tensione interna

Il cortocircuito tra politica e operatività ha fatto salire la tensione. Da un lato si parla di malumori tra gli agenti della polizia locale, dall’altro c’è chi accusa l’amministrazione di aver annunciato troppo in fretta misure ancora non pronte. Il dossier è finito direttamente sulla scrivania del sindaco Roberto Gualtieri, che lo ha girato al direttore generale del Campidoglio, Albino Ruberti. Nel mezzo, l’assessore Patanè, descritto da più parti come irritato per una partenza che avrebbe dovuto segnare un cambio di passo.

Intanto, in strada, non è cambiato nulla. Nel primo giorno della zona 30, gli autovelox sono rimasti spenti e i controlli sono stati quelli di sempre, affidati agli agenti sul posto.Chi si aspettava raffiche di multe è rimasto sorpreso. Anche perché nel Centro di Roma si viaggia a una media di gran lunga inferiore a quella dei 30 imposta dai limiti. E mentre la città resta imbottigliata nel traffico, in Campidoglio si continua a discutere. Anche lì, a quanto pare, incastrati…