Rosi, la gattina stuprata a Roma Tor Tre Teste lotta e reagisce: “Ha ricominciato a mangiare” (VIDEO)
Per giorni è rimasta appesa a un filo. Ferita, devastata, immobile. Poi, nella notte, qualcosa è cambiato. Rosi, la gattina vittima di una violenza terribile a Tor Tre Teste, ha fatto quello che nessuno osava più sperare: ha mangiato da sola. Pochi bocconi. Ma abbastanza per riaccendere una speranza che sembrava spegnersi. Dopo nove giorni di ricovero, due trasfusioni e una corsa contro il tempo, oggi Rosi è ancora lì. Fragile, ma viva. E intorno a lei, una città intera che non ha intenzione di voltarsi dall’altra parte.
I primi segnali: Rosi torna a mangiare dopo giorni di paura
L’aggiornamento è arrivato nella notte, direttamente dalla clinica veterinaria dove la gattina è ricoverata. Un video, alcune foto e tanta speranza: Rosi che prova a nutrirsi da sola. Un gesto che fa tenerezza e commuove, visto quello che ha passato la micia. Le sue condizioni restano serie, la prognosi non è sciolta. Ma il fatto che abbia mangiato da sola è incoraggiante. Dopo giorni in cui si temeva il peggio, oggi si può parlare, con cautela, di un piccolo miglioramento.
La storia di Rosi è diventata, nel giro di poche ore, una gara di solidarietà. Nei giorni scorsi la situazione era critica: serviva una trasfusione urgente di sangue gruppo B, rarissimo tra i gatti. L’appello della Lega Nazionale per la Difesa del Cane ha fatto il giro dei social. Ma trovare un donatore compatibile non è stato semplice. E mentre qualcuno, dietro una tastiera, suggeriva di arrendersi, Rosi continuava a lottare. Poi, quando ormai sembrava che non ci fosse più niente da fare, è arrivata Ziva, una gatta di due anni da Viterbo, che è risultata compatibile. Ma non bastava.
Servivano almeno 100 ml di sangue in pochi minuti. E così è partita una corsa nel traffico di Roma. A intervenire è stato Rocco Ferraro, consigliere delegato all’Ambiente della Città Metropolitana. Alle 19 ha preso uno scooter, ha raggiunto una clinica e ha acquistato personalmente una sacca di sangue già pronta. Poi ha attraversato la città per arrivare in tempo. Ed è stata fatta la prima trasfusione. Rosi ha superato la notte. Ma non era finita.
La seconda trasfusione e la lenta risalita
Nelle ore successive i valori restavano bassi. L’infezione, causata dalle gravissime lesioni riportate dopo gli abusi, continuava a mettere a rischio la sua vita. Martedì mattina è arrivata la seconda trasfusione, grazie alla sacca lasciata da Ziva. Ed è lì che qualcosa ha iniziato a cambiare. I parametri si sono mossi. La temperatura, ancora instabile, viene controllata con una lampada. Rosi ha reagito, ha resistito. E, per la prima volta, ha dato un segnale positivo. “Stiamo facendo il possibile. Rosi è seguita con grande attenzione e affetto. Le sue condizioni restano stabili, anche se continua ad avere molto dolore nella zona posteriore. Dagli accertamenti è emersa la possibilità di infezioni importanti a livello intestinale. Siamo in attesa dei risultati delle analisi e saranno le prossime ore a dirci come evolverà. Ma una cosa è certa: oggi sta molto meglio rispetto al primo giorno”.
Quella di Rosi non è solo una storia di sofferenza. È anche una storia di violenza inaudita. La gattina è stata trovata in condizioni gravissime dopo essere stata stuprata e torturata tra il 22 e il 23 marzo in un’area verde di via Tovaglieri, nel quartiere Tor Tre Teste. Lesioni profonde, infezione settica, un quadro clinico devastante. Un gesto che ha indignato cittadini, associazioni e istituzioni. E che, a oggi, resta senza un responsabile. Le indagini sono in corso. Ma la domanda resta sospesa: chi può arrivare a tanto?
Oggi Rosi resta ricoverata, monitorata ora dopo ora. Ha ancora un’infezione importante, i valori sono instabili. Ma ha fatto quello che conta: ha reagito. E in questa storia, dove c’è chi ha fatto il peggio, c’è anche chi ha scelto di fare tutto il possibile per salvarla.