Rotondi (FdI): Expo 2030? Rimettere la Capitale al passo con l’innovazione

marika rotondi

In merito alla mancata assegnazione dell’Expo 2030 a Roma, interviene in un comunicato Marika Rotondi, vice presidente della Commissione regionale Urbanistica Politiche abitative e Rifiuti e consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia.”Dispiace sia andata così, ma questa sconfitta non interromperà lo sforzo intrapreso per ridare a Roma la qualità urbana di una grande capitale europea. Abbiamo la capacità di fare quello che serve per arrivare a essere competitivi nell’assegnazione dei grandi eventi internazionali. Si tratta solo di mettere a sistema tutte le eccellenze e le energie della Nazione. Oggettivamente la complessità e la stratificazione del tessuto urbano, con una parte estesa di valore storico monumentale, può rallentare la realizzazione di infrastrutture.

Rotondi: rendere più agili le procedure del grandi lavori

Credo tuttavia  – prosegue Rotondi – che l’attenzione posta da questo governo di centrodestra alla riqualificazione della Capitale porterà Istituzioni, Enti Locali e Sovraintendenze a ragionare su come realizzare interventi di ampio respiro, proiettati nel futuro. Mirati a rimettere la città al passo con l’innovazione e la funzionalità richieste dagli standard internazionali in tutti gli ambiti di servizio di una metropoli contemporanea. Un punto della questione progettuale, dovrà essere quello di trovare un sistema per rendere più agili le procedure dei grandi lavori e soprattutto di garantire la certezza dei tempi di esecuzione.

Correggere ciò che non ha funzionato

Sono convinta che l’esperienza di questa difficile sfida per l’Expo 2030 sia da tenere presente, correggendo ciò che non ha funzionato e sviluppando i progetti validi che sono stati fatti. L’insuccesso deve farci riflettere anche su quali siano attualmente e quanto incidano all’estero le dinamiche della promozione mediatica e politica, sulle valutazioni fatte per l’assegnazione dei grandi eventi internazionali. Evidentemente dobbiamo far conoscere meglio i gioielli della nostra cultura e del nostro paesaggio e renderli se possibile ancora più facilmente fruibili”.

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