Rubano carburante sull’oleodotto Civitavecchia-Fiumicino: maxi colpo da 100mila euro, arrestati due uomini (FOTO E VIDEO)
Hanno fatto un buco nell’oleodotto Civitavecchia–Fiumicino, una condotta lunga oltre un chilometro nascosta sotto terra. E ci hanno attaccato una cisterna da 15mila litri occultata in un tir. Così veniva sottratto cherosene destinato all’aeroporto Leonardo Da Vinci, per un valore stimato tra i 90mila e i 100mila euro. I Carabinieri di Cerveteri hanno bloccato e arrestato due cittadini moldavi mentre caricavano il carburante trafugato, mentre un terzo uomo è stato denunciato.
La manomissione dell’oleodotto
L’indagine parte dalla denuncia presentata il 13 febbraio dalla SO.DE.CO. Srl, società che gestisce l’infrastruttura energetica che collega Civitavecchia allo scalo di Fiumicino. I tecnici avevano rilevato anomalie nella pressione del carburante, in un tratto all’altezza del Fosso Zambra, nell’agro di Cerveteri.
Gli accertamenti hanno portato alla scoperta di una manomissione diretta della condotta. Il gruppo aveva installato un dispositivo meccanico per deviare il flusso del carburante per aeromobili. Da lì partiva una tubazione ad alta pressione lunga circa 1,3 chilometri, interrata, che convogliava il cherosene fino a una grande cisterna. Per non attirare l’attenzione, il serbatoio era nascosto nel rimorchio telato di un autoarticolato con targa polacca. Il 23 febbraio i militari sono intervenuti mentre i due arrestati stavano caricando il carburante. All’interno del mezzo c’erano ancora circa 4mila litri di cherosene appena sottratti.
Gli arresti
Su disposizione dell’autorità giudiziaria è stato richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco per mettere in sicurezza l’area. I Carabinieri hanno sequestrato il terreno utilizzato per l’operazione, risultato in affitto a una società di trasporti, il tir con la cisterna e l’intera condotta abusiva collegata all’oleodotto.
Per i due uomini arrestati si sono aperte le porte della Casa circondariale di Civitavecchia. Le accuse sono di furto aggravato e continuato, con l’aggravante di aver colpito un’infrastruttura energetica destinata a pubblica utilità.


