Ryder Cup 2022, Gualtieri impone nel 2026 la rotatoria da 4 milioni voluta da Zingaretti nel 2019: e il fine lavori? È un mistero

Roma, l'area su cui sorgerà la nuova rotatoria, in primo piano il sindaco Gualtieri, l'ex govermnatore del Lazio Nicola Zingaretti, il logo Ryders Cup Roma 2022

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Guidonia, tre anni dopo la conclusione della Ryder Cup di Golf del 2022 (slittata poi al 2023 causa Covid) un decreto firmato da Roberto Gualtieri (in qualità di sindaco metropolitano) ‘impone’ ad Astral – la società regionale strade del Lazio – di realizzare una rotatoria in vista del torneo internazionale di golf che si è concluso però da tre anni.

L’avvio dei lavori era partito ancora prima, nel 2019. Sotto la stagione politica dell’ex governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, attuale capogruppo PD in UE. Lavori evidentemente rimasti impantanati, tra beghe burocratiche e giudiziarie. Un vero e proprio paradosso politico-amministrativo: i lavori stradali sarebbero dovuti “servire” prima, non certo arrivare dopo, così tanto dopo.

Ryder Cup 2022: il via libera che arriva fuori tempo massimo

Il decreto di Gualtieri (che inseriamo in formato scaricabile alla fine di questo articolo) porta la data del 9 febbraio e approva l’accordo tra enti: Città Metropolitana di Roma, Astral e comune di Guidonia). Nei fatti, dà il semaforo verde alla realizzazione di una nuova maxi rotatoria a Guidonia tra – così riportano le carte – “SP 24/a (Via Sant’Angelo), SP 33/B (Via Formello) e Via Pietrara, nel territorio del Comune di Guidonia Montecelio“.

I soldi: 4 milioni “Ryder Cup” (fondi pubblici)

La copertura economica non è un mistero: l’“Intervento 17” è inserito nel pacchetto infrastrutturale finanziato dallo Stato per la Ryder Cup. Dentro quell’elenco, l’intervento su Via Aureliano/Via Formello vale 4 milioni di euro.

Chi paga davvero (e chi paga dopo)

Un altro punto politicamente sensibile, oltre al forte ritardo, è la ripartizione dei costi: i lavori vengono realizzati “a cura e spese” di Astral, così si legge tra le carte. Ma la storia non finisce qui: una volta collaudata l’opera, una parte dei costi ricorrenti — manutenzione della rotatoria e soprattutto gestione/utenze dell’illuminazione — finirà in capo al Comune di Guidonia. Questi riporta l’accordo tra enti. Tradotto: la Città Metropolitana sarà l’unico ente che non pagherà un centesimo, carte alla mano, per la realizzazione e gestione di questa rotatoria.

L’ombra di “Mister Asfalto” e la domanda di trasparenza

In questo contesto, la questione non è più poi solo “quando” ma anche “a valle” di quale contesto politico-giudiziario nasce quest’opera. Negli ultimi mesi, del resto, una inchiesta dai contenuti esplosivi sull’imprenditore soprannominato “Mister Asfalto” ha acceso i riflettori su presunti (e tutti da dimostrare) sistemi corruttivi e sulla qualità dei lavori stradali da lui svolti tra Roma e provincia.

In particolare, secondo le accuse della Procura di Roma, tutte da verificare in Tribunale, tali sistemi avrebbero investito anche cantieri collegati proprio al perimetro della Ryder Cup 2022-2023 (in particolare come lavori nell’area di Guidonia e dintorni). Risultato: ogni nuovo cantiere “Ryder Cup” – anche se postumo – oggi probabilmente viaggia sotto una lente straordinaria: controlli, collaudi, qualità dei materiali. In ogni caso, la Giustizia, lo sappiamo, ha troppo spesso tempi biblici.

Quindi a prescindere dalle inchieste in corso, un punto, l’ultimo, sembra ancora degno di nota. Se il “via libera” arriva solo adesso, con il decreto di Gualtieri del 9 febbraio 2026, la domanda politica è brutale: quando arriverà il collaudo finale della rotatoria?

La data di fine lavori? È un mistero

Perché, nel decreto di Gualtieri, non c’è uno straccio di cronoprogramma pubblico e ufficiale, nessuna data nero su bianco. Si riparte “a parole”, ‘grazie’ a Gualtieri, sempre a spese dei cittadini, mentre il tempo reale lo detteranno cantieri, varianti e probabili rimpalli burocratici. E allora il rischio è sempre lo stesso: un’altra opera venduta come urgente nel 2019 verrà collaudata quando non farà più notizia, se va bene nel 2029, con 10 anni di ritardo. Insomma, la Ryder Cup 2023 è finita da un pezzo, ma la liturgia dei lavori “strategici” sembra appena cominciare e il collaudo, a questo ritmo, rischia di diventare l’ennesima promessa politica di Gualtieri rinviata a data da destinatari. Sempre, ovviamente, a spese dell’erario pubblico.