Sabato bollente su tutta l’Italia. Bollino rosso in 16 città: da Bolzano a Palermo passando per Roma

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L’ondata di caldo non molla l’Italia. Domani bollino rosso in 16 città italiane. Bolzano, Brescia, Campobasso, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Palermo, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo. Lo dice il bollettino sulle ondate di calore del ministero della Salute. Il bollino rosso corrisponde all’allerta di livello 3, la più alta. Ovvero “condizioni di emergenza per le ondate di calore con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio. Come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche”, ricorda il ministero. E infatti il 2022 si classifica finora in Italia come l’anno più caldo di sempre con una temperatura addirittura superiore di +0,98 gradi rispetto alla media storica.

Il 2022 si avvia a essere l’anno più bollente di sempre

E contemporaneamente si registrano anche precipitazioni praticamente dimezzate lungo la Penisola con un calo del 45%. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti relativa ai primi sette mesi dell’anno su dati Isac Cnr, che effettua rilevazioni in Italia dal 1800. L’anomalia climatica più evidente quest’anno si è avuta in estate con il mese di giugno. Il quale ha fatto registrare una temperatura media superiore di ben +2,88 gradi rispetto alla media su valori vicini al massimo registrato nel 2003 mentre nel mese di luglio la colonnina è stata più alta di +2,26 gradi la media, inferiore solo al 2005.

Le campagne italiane sono allo stremo: ecco i dati

Siamo di fronte, spiega la Coldiretti, a un impatto devastante della siccità e delle alte temperature con danni all’agricoltura che superano i 6 miliardi di euro, pari al 10% della produzione nazionale. Le campagne italiane sono allo stremo, con cali produttivi del 45% per il mais e i foraggi che servono all’alimentazione degli animali. Poi, del 20% per il latte nelle stalle, del 30% per il frumento duro per la pasta di oltre 1/5 delle produzione di frumento tenero, del 30% del riso. Non solo: meno 15% frutta ustionata da temperature di 40 gradi, meno 20% cozze e vongole uccise dalla mancanza di ricambio idrico nel Delta del Po. Lì dove – evidenzia la Coldiretti – si allargano le zone di “acqua morta”, assalti di insetti e cavallette con decine di migliaia di ettari devastati.

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