Salvini: “Oggi a Roma la raccolta differenziata la fanno i cinghiali”
«Oggi saremo nelle case popolari di Tor Bella Monaca, sperando di non essere aggrediti dai cinghiali: ormai a Roma se non ha il cinghiale domestico sei un cittadino di serie B: La Raggi aveva promesso raccolta differenziata al 70 per cento, l’unica raccolta differenziata che vedono i cittadini di Roma è quella dei cinghiali ai bidoni della monnezza e quindi manderemo a casa anche la Raggi, perché Roma si merita di meglio rispetto ad un sindaco che ha ridotto la capitale del nostro Paese a una roba incredibile». Lo ha affermato il segretario della Lega, Matteo Salvini, in un comizio a Città di Castello.
«Per risolvere il problema dei cinghiali a Roma dovremmo uscire dall’ immobilismo. Senza gli impianti è difficile che i rifiuti vengano smaltiti. La regione ha il compito di rilasciare titoli per realizzare gli impianti e laddove il comune si dimostri inadempiente si deve sostituire a questo. Ma se sia il comune che la regione rimangono inadempienti, il cassonetto resta lì. Oggi abbiamo i cinghiali e domani avremo il colera”. Lo ha detto il candidato sindaco di centro destra Enrico Michetti durante l’intervista al direttore di Adnkronos Gian Marco Chiocci al Teatro Sala Umberto di Roma.
“Di centrali nucleari Roma non ne ha bisogno. Serve rilanciare invece le periferie e attivare un processo di rigenerazione urbana. Ci sono quartieri che devono essere rinnovati – aggiunge Michetti – e bisogna creare posti di lavoro. Occupazione e cultura devono essere lontano dalle devianze”.
“Per quanto riguarda le occupazioni illegali, tolleranza zero perché io sono per il principio di legalità e si rispetta il popolo solo quando si rispetta la legge. Allo stesso tempo però – continua Michetti – dobbiamo creare dei centri di aggregazione per i giovani. Altro problema grave è quello dei luoghi tossici. Casapound e gli altri 30 centri sociali si trovano nelle stesse condizioni, perché però si chiede di Casapound e degli altri no? Questa discriminazione non la tollero. Michetti oggi è leggermente più conosciuto di prima ma non bisogna farlo conoscere troppo, come dice Sgarbi, perché se lo conosci troppo non lo voti perché la gente vuole il cambiamento” conclude.