Salvini: “Sono già al lavoro per far ripartire i cantieri da Nord a Sud”
“Al lavoro per far ripartire i cantieri, da Nord a Sud. Non solo strade, porti, ferrovie o caserme: sul tavolo ci sono già 2,8 miliardi per il piano speciale per l’edilizia sociale e la rigenerazione urbana. Si tratta di più di 150 progetti selezionati da Messina a Brescia, da Milano a Bari, da Latina a Cuneo, da Treviso a Caserta. Previsti interventi su migliaia di abitazioni e quartieri, con grande attenzione per le periferie: sarà una delle nostre priorità”. Lo scrive in un post su Facebook il ministro per le Infrastrutture, Matteo Salvini.
Cantieri: l’elenco delle opere da far ripartire
Come recita una nota ufficiale del Carroccio, da ieri Salvini si è messo ad «approfondire i dossier sulle oltre 100 opere pubbliche rilevanti e commissariate in tutta Italia». L’idea del vicepremier è quella di sbloccare il più velocemente possibile quei cantieri che sono fermi da anni a causa di problematiche di varia natura. «Nell’elenco ci sono strade, ferrovie, porti, dighe, caserme, metropolitane, impianti sportivi- spiega la nota -. Sul tavolo del ministro ci sono anche opere come la Gronda di Genova e altre di cui si parla da decenni e che, nelle intenzioni di Salvini, dovranno trasformarsi in realtà come il ponte sullo Stretto». Un lavoro, quello iniziato ieri da Salvini che, secondo le stime, dovrebbe immettere sul mercato investimenti per oltre 100 miliardi di euro».
Su 10 cantieri del governo Draghi 6 sono fermi
Al momento non è previsto un passaggio di consegne col suo predecessore, Enrico Giovannini, ma al neo ministro non mancheranno di certo le matasse da sbrogliare. Secondo l’ultimo “Rapporto annuale sullo stato di avanzamento delle 102 opere commissariate nel corso del 2021”, il 56% dei cantieri relativi alle 57 opere commissariate nell’aprile 2021 dal governo Draghi «riscontrano problematiche di diversa natura: le criticità segnalate sono riconducibili per il 16% a questioni ambientali; per il 13% a questioni archeologiche-paesaggistiche; per il 31% a questioni finanziarie; per il 13% a problemi tecnici e il 27% per questioni procedurali. Per quanto riguarda le 45 opere commissariate, sempre da Draghi, ma nell’agosto del 2021, «le criticità segnalate- si legge nel rapporto annuale – afferiscono per il 25% a questioni ambientali, per il 18% a quelle archeologiche-paesaggistiche, per il 22% a quelle finanziarie, per l’8% ad aspetti tecnici e per il 27% ad aspetti procedurali». Il lavoro per Salvini al Mit non manca.