Salvini vince la scommessa di Firenze e annuncia l’Europa che verrà

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Matteo Salvini vince la sfida di Firenze e la sinistra perde ancora una volta la sua. I sovranisti europei si sono riuniti alla Fortezza da Basso esprimendo la loro idea di Europa e dall’altra i quattro gatti scatenati dal Pd e dal sindaco di Firenze Nardella, si sono sfogati con cortei e manifestazioni e anche un assalto alla sede fiorentina di Fratelli d’Italia. Che nessuno condannerà. E’ il solito copione: da una parte chi si vuole esprimere esponendo le proprie idee dall’altra gli intolleranti di sinistra che non accettano altra verità che la loro. Ma hanno perso le elezioni, e se ne dovranno fare una ragione, prima poi. Intanto sfilano con le bandiere palestinesi e contro Israele, che con la Ue c’entrano poco.

Salvini: sconfiggeremo il Golia Soros

Gli alleati di Salvini, francesi, tedeschi, olandesi, belgi, estoni, polacchi, portoghesi, rumeni, si preparano all’Europa che verrà, quando i socialisti di Bruxelles saranno cacciati dal voto. La parola d’ordine di Salvini e dei suoi è la stessa: fermare l’invasione dei clandestini e tornare ai valori della tradizione. Da Firenze i sovranisti si scagliano contro la “Ue dei burocrati”, che Salvini definisce quella “del Golia-Soros che noi, come fece David, sconfiggeremo”. E ancora: “Oggi può nascere il Rinascimento dell’Europa che sarà”. Secondo il leader della Lega “oggi a Firenze sono convenute donne e uomini che armati di buon senso, coraggio e fede sconfiggeranno un gigante Golia che è il primo nemico dell’Europa, i tecnocrati massoni che vogliono distruggere la nostra identità.

Temi condivisi da tutti gli alleati europei

Alla fine della kermesse Salvini attorniato dai leghisti presenti in sala, come il ministro Giancarlo Giorgetti, il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari, il presidente della Camera Lorenzo Fontana, che del Carroccio è il responsabile esteri. Tra gli altri presenti, anche i governatori Zaia e Fedriga e la ministra per la disabiltà, Alessandra Locatelli. Presente anche il combattivo sindaco di Monfalcone Anna Maria Cisint. Tantissimi gli interventi senza sconti alla Unione europea degli alleati sovranisti. Temi condivisi, su cui convergono pure i toni, sono quelli del rischio che arriva dai porti, la questione dei clandestini, che molti trattano secondo la falsariga della sostituzione etnica, che tante polemiche ha già fatto levare in Italia.

I messaggi di Marine Le Pen e Geert Wilders

Il discorso più atteso era quello di Marine Le Pen, che in videomessaggio si scusa per l’assenza, limitandosi a una stoccata a Ursula von der Leyer: “Per la signora l’immigrazione non è un problema, ma un progetto”, dice la leader del Rassemblement national, rappresentata a Firenze dal vice Bardella. Video messaggio anche da Geert Wilders, nuovo vincitore nei Paesi Bassi, alle prese con la formazione del governo olandese. Per il rumeno Giorge Simion “la sinistra vuole cancellare la famiglia naturale, mentre noi siamo per il diritto naturale. L’inferno di Dante lo vediamo in Europa: abbiamo migranti irregolari, abbiamo perso le fabbriche, perso l’identità nazionale e assistiamo al declino del cristianesimo. E ci impediscono di usare le parole padre, madre e Natale”.

L’intervento del sindaco di Monfalcone Cisint

Interviene anche il sindaco di Monfalcone, Anna Maria Cisint che si dice preoccupata per la deriva islamista del suo comune, ricordando come l’imam locale le abbia detto di essere contrario alla inmtegrazione “ma di volere la sostituzione”. Anche per lei applausomentro che schizza in alto. Prima della chiusura di Salvini parla l’alleato di Afd, l’estrema destra tedesca, quelli con cui Tajani ha appena detto che non potrà mai essere alleato in Europa ma che sono in risalita in Germania. Tino Chrupalla spiega che “Kiev non potrà mai vincere la guerra e deve fare la pace” e che “quella dell’Ucraina non è la nostra guerra”, per poi concludere con un altro attacco a Ursula von der Leyen.

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