San Gallicano di Roma, tamponi a homeless e clandestini: 3 per cento di positività

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Sin dall’inizio dell’epidemia di Covid-19, l’Istituto San Gallicano (Isg) Irccs di Roma “si è impegnato in attività clinico-scientifiche e assistenziali a favore dei soggetti più fragili e vulnerabili, di norma più lontane dai circuiti di assistenza e di cura. Grazie ai progetti in collaborazione con importanti associazioni che operano sul territorio, come Binario 95 e Medicina solidale, ad oggi effettuati 10mila tamponi alle persone senza fissa dimora e a immigrati irregolari (3% di positività). Anche in collaborazione con l’Elemosineria Apostolica Vaticana”. Lo sottolineano i promotori del Congresso internazionale “Covid-19 e fragilità, il virus delle disuguaglianze alla prova dei vaccini e del Pnrr”, organizzato dal direttore scientifico dell’Isg Irccs di Roma, Aldo Morrone, che si svolgerà domani e venerdì 1 e 2 luglio in modalità virtuale.

San Gallicano, partono le vaccinazioni per i vulnerabili

Al San Gallicano è inoltre ufficialmente partita la campagna di vaccinazione delle persone vulnerabili, come homeless, richiedenti asilo e immigrati irregolari. “C’è una distribuzione ineguale delle dosi di vaccino, sia all’interno dei vari Paesi sia tra le nazioni. Così si rischia di ritardare l’eradicazione completa del virus – ammoniscono i promotori dell’evento -. Per questo si ritiene necessaria la sospensione temporanea dei brevetti. In tutta l’Africa sono state vaccinate poco più di 12 milioni di persone e ci sono ancora 10 Paesi che non hanno ricevuto alcun vaccino, tra cui l’Eritrea, coinvolta in una guerra, la Tanzania, il Burkina Faso e la Repubblica Centrafricana”.

I malati non Covid penalizzati dala pandemia

L’epidemia ha avuto un impatto anche sulle diagnosi. “Il 20% dei decessi per Covid-19 ha riguardato proprio i malati oncologici. E la cosa non stupisce – osservano gli organizzatori del Congresso internazionale -. Se si considera che si tratta di pazienti fragili e che nel 2020 posticipati il 99% degli interventi per tumori alla mammella. Poi il 99,5% di quelli alla prostata, il 74,4% al colon retto. Durante il primo anno di convivenza con il Sars-CoV-2, i medici di tutta Europa hanno visto circa 1,5 milioni di pazienti oncologici in meno: circa 100mila malati in meno al mese”.

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