Sanità Lazio, Aurigemma al CNR: “Etica e universalità del SSN prima di tutto”. L’innovazione torna al centro al servizio del paziente
Roma, Sala Marconi del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche): il messaggio arriva netto e senza ambiguità. Il Presidente del Consiglio regionale del Lazio Antonello Aurigemma rilancia il dibattito sul futuro del Servizio Sanitario Nazionale mettendo sul tavolo un punto non negoziabile: l’universalità delle cure. Intervenendo al convegno “Universalità, etica e innovazione per il SSN”, Aurigemma ha ribadito che la trasformazione sanitaria non può ridursi a una corsa alla tecnologia, perché “la sfida del futuro non è solo tecnologica, ma profondamente etica”.
Universalità delle cure: il “patrimonio” da difendere
Nel suo intervento, Aurigemma ha scelto un registro politico e culturale insieme: il SSN viene definito “un patrimonio inestimabile di civiltà”, costruito su un principio “sacro” per chi governa: garantire a tutti l’accesso alle cure. Un’affermazione che, in una fase di ridefinizione dei modelli sanitari e delle priorità di spesa, assume il peso di una presa di posizione. La sanità, insomma, non è soltanto un capitolo di bilancio: è un’infrastruttura di uguaglianza sociale.
Innovazione sì, ma senza disumanizzare la medicina
Aurigemma non demonizza l’innovazione, anzi: la considera imprescindibile. Ma alza una barriera chiara contro il rischio più insidioso: una sanità più efficiente ma meno umana. “Innovare non significa introdurre nuovi algoritmi o macchinari”, è il senso della sua riflessione, quanto piuttosto usare il progresso per rendere i servizi “più equi e più vicini a chi soffre”. L’innovazione, nella visione del Presidente, deve abbattere ostacoli, non crearne di nuovi per chi è fragile, anziano o privo di risorse.
La bussola dei valori: centralità della persona e visione etica
Il punto più politico dell’intervento è la “bussola” indicata da Aurigemma: la centralità della persona. Il riferimento alla visione etica e cristiana non è un dettaglio retorico, ma una cornice culturale dentro cui leggere le scelte pubbliche. Nel dibattito contemporaneo, dove la tecnologia promette diagnosi più rapide e gestione automatizzata dei processi, Aurigemma rimette al centro il criterio di giudizio: ciò che conta non è l’effetto speciale, ma l’impatto concreto sul paziente e sul diritto alla salute.
Il ruolo del Consiglio regionale del Lazio: dai principi agli atti
Non solo parole. Aurigemma rivendica l’impegno del Consiglio regionale del Lazio nel tradurre questa impostazione in azioni di governo: una programmazione capace di coniugare “efficienza dei conti” e “dignità del paziente”. Un passaggio che tocca un nervo scoperto della politica sanitaria: la necessità di tenere insieme sostenibilità e diritti. E qui Aurigemma colloca la sua linea: conti in ordine sì, ma mai a costo di un arretramento sul piano dell’accesso e della qualità delle cure.
Sinergia tra competenze: accademia, politica e diplomazia
Il convegno promosso dall’Associazione “Politica e società nell’impegno dei cattolici” diventa, nelle parole del Presidente, la prova che serve una strategia corale. Il confronto tra mondi diversi – accademico, politico e diplomatico – viene letto come un modello: la sanità del futuro richiede alleanze di competenze, oltre le appartenenze e gli slogan. Secondo Aurigemma, la chiave resta l’ancoraggio ai valori della solidarietà: senza questo fondamento, la modernizzazione rischia di produrre diseguaglianze strutturali.
La chiusura: salute come bene comune, non come privilegio
In conclusione, Aurigemma ringrazia gli organizzatori per un dibattito “di altissimo profilo” e torna sulla formula decisiva: il diritto alla salute come bene comune da proteggere e valorizzare. È un messaggio che parla al presente, ma soprattutto al prossimo futuro: tecnologie, digitalizzazione e nuovi strumenti possono cambiare la sanità. Tuttavia, nella visione del Presidente del Consiglio regionale del Lazio, il punto resta uno solo: l’innovazione deve servire la persona, non sostituirla.
