Sanremo 2026, classifica prima serata: Arisa, Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga e Fedez-Masini nella Top 5

Festival di Sanremo

Il Festival di Sanremo 2026 non ha aperto con “fuochi d’artificio” che tutti si aspettavano, ma piuttosto con un salto nel passato. Poi trenta Big, una manciata di momenti riusciti, qualche passaggio a vuoto e una Top 5 che già divide. La prima serata di Sanremo 2026 si chiude all’1.28 con cinque nomi che guidano la classifica provvisoria: ArisaFulminacciSerena BrancaleDitonellapiagaFedez-Masini. Decide la sala stampa tv e web. E la partita è ufficialmente aperta.

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L’omaggio a Pippo Baudo e le emozioni con Tiziano Ferro

La 76ª edizione parte con l’omaggio a Pippo Baudo, evocato come nume tutelare del Festival. Sul palco Carlo Conti tiene il ritmo con la sua cifra: ordine, pochi fronzoli, qualche gag con Laura Pausini e la volontà di non strafare. In platea si canta, si applaude il maestro Peppe Vessicchio, si celebra anche un anniversario simbolico come gli 80 anni della Repubblica. Cerimoniale, sì. Ma senza retorica eccessiva.

Il picco emotivo arriva con Tiziano Ferro. Venticinque anni di carriera condensati in un set serrato: parte a cappella con Ti scatterò una foto, poi La differenza tra me e teXdono e il nuovo brano. Voce piena, presenza scenica, ironia sugli hater. L’Ariston si alza. Qui il Festival smette di essere protocollo e torna a essere spettacolo. C’è spazio anche per l’effetto nostalgia con Kabir Bedi che abbraccia Can Yaman: il passaggio di testimone tra due Sandokan che fa sorridere la platea.

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La classifica della prima serata: chi entra nella Top 5

Dopo le esibizioni dei 30 Big, la classifica parziale fotografa gli umori della critica. Dentro Arisa, elegante e misurata; Fulminacci, malinconico e coerente; Serena Brancale, intensa e personale; Ditonellapiaga, outsider creativa; la coppia FedezMarco Masini, formula ormai rodata tra falsetto e rap. I bookmaker li avevano già messi in alto. E perfino le previsioni algoritmiche di ChatGPTGemini e Copilot avevano intercettato quasi tutti i nomi. Segno che il sentiment, almeno in parte, era leggibile.

Nel dettaglio, Arisa punta su una vocalità pulita e un’immagine sofisticata. Ha convinto con una prova vocale solida, elegante, in linea con la sua cifra stilistica. Fulminacci, già vincitore di una Targa Tenco, ha portato la sua malinconia pop con “Stupida fortuna”, giocando su scrittura e atmosfera. Un’esibizione misurata, che alla stampa è piaciuta per coerenza. Serena Brancale porta in gara un brano dedicato alla madre. Intensità senza eccessi, equilibrio tra tecnica e racconto. Ditonellapiaga rompe il ghiaccio con un’estetica spiazzante e un pezzo che divide. È l’outsider che piace alla critica, quella che cerca personalità prima del consenso facile. E poi il tandem Fedez-Masini. “Male necessario” gioca sull’alternanza tra il falsetto di Masini e il rap di Fedez. Non rivoluziona, ma centra l’obiettivo: far cantare l’Ariston.