Sanremo 2026, Fabio Picchioni fa 13: il “veterano” di Ladispoli racconta il Festival dall’Ariston al dietro le quinte

Fabio Picchioni a Sanremo

C’è chi giura di non guardarlo. Poi però il giorno dopo conosce ogni dettaglio. Il Festival di Sanremo è così: lo si critica, lo si commenta, lo si vive. E mentre milioni di italiani restano incollati allo schermo, c’è chi lo attraversa con taccuino e microfono in mano. Fabio Picchioni, inviato speciale di Rete Oro, è uno di questi. E Fabio quest’anno fa 13: festeggia infatti il suo tredicesimo Festival da giornalista ‘sul campo’, fissando così un record come inviato dalla regione Lazio.

In partenza per la Liguria da Ladispoli, dove vive, è pronto a raccontare la 76ª edizione di Sanremo con lo stile diretto che lo contraddistingue: niente cartoline patinate, ma retroscena, incontri e clima reale, quello che si respira lontano dalle telecamere ufficiali.

Un veterano dell’Ariston: dal 2007 a oggi

“Ormai posso dirlo: sono davvero un veterano”. Fabio Picchioni debutta a Sanremo nel 2007, quando sul palco del Teatro Ariston c’era Pippo Baudo. Torna nel 2008, ancora con Baudo alla conduzione. Poi una pausa, per lavoro all’estero. Dal 2016, però, non ha più saltato un’edizione. Undici Festival consecutivi, compreso quello del 2021, nel pieno dell’emergenza Covid.

Un percorso costruito sul campo. Sala stampaCasa Sanremo, eventi collaterali, il Gran Galà di Novella 2000. Ambienti diversi, stesso obiettivo: raccontare il Festival senza filtri. Anche nel 2026 sarà presente in più location, tra interviste ad artisti, ospiti e protagonisti del jet set che ogni anno ruota attorno alla kermesse. Non solo servizi televisivi. Fabio Picchioni sarà anche opinionista radiofonico, chiamato a commentare brani, performance e fare previsioni, insieme agli ospiti, sui possibili vincitori.

Sanremo non è solo musica: il dietro le quinte che non si vede in tv

Ridurre il Festival di Sanremo alle cinque serate in diretta sarebbe un errore. La città cambia pelle. Le vie del centro diventano un corridoio continuo di telecamere, dirette, incontri improvvisati. I locali si trasformano in redazioni temporanee. Le piazze in palchi alternativi. È questo il racconto che Picchioni porta a casa ogni anno. Non solo quello che accade sul palco dell’Ariston, ma quello che succede prima e dopo, ma anche durante, fuori dal teatro. Le trattative lampo per un’intervista, le conferenze stampa tese, le feste esclusive dove si incrociano manager e cantanti, le indiscrezioni che corrono veloci.

“Chi non ha mai vissuto Sanremo dal vivo non può capire l’energia che si muove qui”, racconta. Ed è un’energia che va restituita senza enfasi, ma con precisione. Perché il Festival è uno spettacolo nello spettacolo, un microcosmo che per una settimana detta l’agenda mediatica del Paese.

Sanremo 2026: cosa aspettarsi

Per Sanremo 2026, Fabio Picchioni promette uno sguardo a 360 gradi. Dalla gara canora ai movimenti dietro le quinte. Dalle reazioni a caldo alle previsioni sui favoriti. Con l’obiettivo di portare il pubblico dentro il Festival, senza farlo sentire spettatore distante. Tredici edizioni non sono solo un numero. Sono esperienza, contatti, memoria storica. E la capacità di riconoscere, in mezzo al rumore, ciò che davvero conta.

Il conto alla rovescia è partito. E questa volta, più che mai, il Festival di Sanremo si racconterà anche fuori dall’inquadratura. Restare sintonizzati non è un consiglio. È quasi un obbligo.