Sciopero scuola 20 aprile, docenti e ATA in piazza: “No al taglio delle ferie estive e ai fondi per le armi”
Inizia oggi una settimana “calda” sul fronte degli scioperi. Si inizia con le scuole: oggi, lunedì 20 aprile, migliaia di insegnanti e personale ATA incrociano le braccia a causa dello sciopero indetto da Unicobas e Saese per contestare il possibile taglio delle ferie estive, chiedere stipendi più dignitosi e respingere l’idea che le priorità del Paese siano le spese militari invece di istruzione, sicurezza e welfare.
Sciopero scuola, i motivi
Docenti e personale Ata protestano contro l’ipotesi di accorciare la pausa estiva e di ridisegnare il calendario scolastico su base regionale. Per Unicobas si tratta di una misura “inaccettabile”. Non solo per l’impatto su docenti e studenti, ma perché arriva in un contesto già fragile: edilizia scolastica carente, problemi di sicurezza negli istituti e interventi strutturali ancora rimandati. Per quanto riguarda gli stipendi, il rinnovo contrattuale firmato il 1° aprile non ha convinto né il personale né i sindacati. Gli aumenti, circa 100 euro netti per i docenti e meno di 90 euro per il personale ATA, sono stati giudicati insufficienti rispetto al caro vita. E chiedono una mensilità aggiuntiva, retribuzioni più vicine agli standard europei e un incremento vero del potere d’acquisto.
La protesta non riguarda solo il salario. Tocca anche il modello di scuola che si sta costruendo. Il segretario nazionale Stefano d’Errico ha attaccato la riforma degli istituti tecnici, definendola una scelta che rischia di ridurre ore, giorni di lezione e autonomia educativa, spingendo la scuola verso gli interessi delle aziende. Sotto accusa finiscono anche i test Invalsi, l’alternanza scuola-lavoro e l’autonomia differenziata, vista dai manifestanti come una spinta a spezzare l’unità del sistema scolastico nazionale e ad aprire la strada a una maggiore disuguaglianza tra territori.
La protesta davanti al Ministero
La mobilitazione si svolgerà questa mattina in viale Trastevere, davanti al Ministero dell’Istruzione e del Merito, con un presidio previsto dalle 9 alle 14. “Abbiamo preparato con cura questo sciopero, con assemblee e incontri partecipati da migliaia di docenti e ATA”, ha spiegato d’Errico, rivolgendosi direttamente al ministro Valditara e al Governo.
Ma è solo l’inizio. La giornata di oggi apre una settimana ad alta tensione. Sullo sfondo si muove anche il fronte dei trasporti, con possibili nuove agitazioni nei prossimi giorni che rischiano di complicare ulteriormente la quotidianità di pendolari e famiglie.