Scuole superiori a Roma e nel Lazio, boom dei licei: perché quasi 7 studenti su 10 li scelgono ancora

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Nel Lazio e Roma, che traina l’intero ‘settore scuola’, la scuola superiore continua ad avere un centro di gravità molto preciso: il liceo. I dati sulle iscrizioni per l’anno scolastico 2026/2027, diffusi dal Ministero dell’Istruzione e del Merito al termine della procedura online, mostrano una tendenza netta e ormai consolidata. A scegliere un percorso liceale è stato il 69,7% degli studenti in uscita dalla terza media, una quota che colloca la regione ben al di sopra della media nazionale, ferma al 55,8%. È un dato che non descrive soltanto una preferenza scolastica, ma anche un orientamento culturale radicato nelle famiglie e nei territori.

Il primato dello scientifico e il nuovo equilibrio tra gli indirizzi

A guidare le preferenze è ancora il liceo scientifico, che conferma il proprio ruolo di indirizzo più ambito. Sommando il percorso tradizionale, l’opzione scienze applicate e l’indirizzo sportivo, la quota raggiunge il 31,2%. Nel dettaglio, il tradizionale raccoglie il 21,4%, scienze applicate il 7,6% e lo sportivo il 2,2%. È una crescita ulteriore rispetto allo scorso anno e un distacco molto marcato rispetto alla media italiana. Il dato suggerisce una domanda sempre più orientata verso una formazione ritenuta solida, versatile e compatibile con numerosi sbocchi universitari e professionali.

Scienze umane e linguistico, due percorsi che restano centrali

Alle spalle dello scientifico si colloca il liceo delle scienze umane, scelto dal 13% degli iscritti. Di questi, l’8,9% ha optato per il percorso tradizionale, mentre il 4,1% ha preferito l’indirizzo economico-sociale. È un segmento in leggera crescita rispetto all’anno precedente, segno di una fiducia crescente verso percorsi che intrecciano formazione culturale, attenzione al sociale e strumenti di lettura della contemporaneità. Resta stabile all’11% anche il liceo linguistico, che continua a intercettare l’interesse di chi immagina un futuro aperto alla mobilità, alle relazioni internazionali e alle professioni legate alle lingue.

Il classico arretra ancora, ma conserva un suo spazio

Il liceo classico, storicamente simbolo della formazione d’élite, continua invece una lenta discesa. Per il 2026/2027 è stato scelto dall’8,6% degli studenti del Lazio. La quota resta superiore alla media nazionale, ma conferma un ridimensionamento ormai evidente. A pesare, probabilmente, è la crescente domanda di percorsi percepiti come più aderenti ai cambiamenti del mercato del lavoro e delle università. Eppure il classico mantiene un profilo riconoscibile e una sua capacità di attrazione. Più contenute le scelte per l’artistico, fermo al 4%, mentre risultano marginali gli altri indirizzi liceali, dall’europeo-internazionale al Made in Italy, fino al musicale-coreutico.

Tecnici in calo: una distanza che continua a pesare

Più debole, nel Lazio, resta l’appeal degli istituti tecnici. A sceglierli è stato il 22,6% degli studenti, in flessione rispetto al 25% dello scorso anno e ben al di sotto della media nazionale, che supera il 30%. È un dato significativo, perché misura la difficoltà di questi percorsi a diventare una prima scelta diffusa, nonostante il loro legame diretto con competenze molto richieste. Tra gli indirizzi più scelti emergono amministrazione, finanza e marketing con il 6,2%, e informatica e telecomunicazioni con il 4,7%. In coda, invece, sistema moda, agraria e grafica, che raccolgono consensi più limitati.

Professionali in discesa e un segnale sulle nuove priorità

La flessione riguarda anche gli istituti professionali, che scendono dal 9% al 7,5%. Anche in questo caso il Lazio si mantiene lontano dalla media nazionale, pari al 13,2%. Le preferenze si concentrano soprattutto su enogastronomia e ospitalità alberghiera, che da sole raccolgono quasi la metà delle scelte interne al comparto, mentre servizi per la sanità e l’assistenza sociale si fermano all’1,1%. Colpisce, invece, l’assenza totale di iscritti nell’indirizzo dedicato alla gestione delle acque e al risanamento ambientale. Un dato che interroga il sistema formativo, soprattutto in una fase in cui sostenibilità e transizione ecologica occupano sempre più spazio nel dibattito pubblico.

Un orientamento che apre una riflessione più ampia

Nel complesso, le iscrizioni 2026/2027 confermano che nel Lazio la domanda educativa continua a premiare i licei in modo molto marcato. Non si tratta solo di una graduatoria tra indirizzi, ma del riflesso di un immaginario collettivo in cui il percorso liceale viene ancora considerato la via principale per costruire il futuro. Sullo sfondo resta però una questione aperta: il rapporto tra aspirazioni delle famiglie, bisogni del sistema produttivo e valorizzazione della formazione tecnica e professionale. È lì, probabilmente, che si giocherà una parte importante del dibattito scolastico dei prossimi anni.